Come stai?

Incontro

La domanda è sempre la stessa, declinata in una serie pressoché interminabile di variazioni sul tema: come va? come stai? com’è? tutto bene? come va la vita? come te la passi? come andiamo…

Anche la risposta è quasi sempre la stessa, a riconferma del valore rituale della domanda: non c’è male; bene dai; tutto a posto; insomma; non mi lamento; tiro avanti; tutto ok…

Appena provi a uscire un poco dagli schemi, ti rendi conto che il livello di interesse di chi ti ha posto la domanda è prossimo allo zero. Era pronto a ricevere una risposta standard per poi passare subito ad altro, non certo a starsene lì a sentire come stai davvero. Scherziamo? Se oggi mettiamo in discussione il "Come stai?" "Bene" domani cosa potrà mai succedere? Che qualcuno si interessi sinceramente del proprio prossimo? Magari anche senza ipocrisie?

C’è un mondo talmente denso di incertezze là fuori che avere qualche risposta già pronta per una domanda preconfezionata sembra essere il male minore. Vivere sulla superficie di una realtà complessa è comodo e poco impegnativo.

- Ciao, come stai?
- Davvero ti interessa saperlo?
- Scusa, dicevi?
- Niente… Bene, tu?

pubblicato in my2cents.

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