33 commenti

  1. barbamauro

    Pur essendo convinto della necessità di fonti energetiche indipendenti dal petrolio, mi spaventa l’idea dello smaltimento dei “rifiuti” nucleari. Non siamo in grado di smaltire correttamente l’immondizia, di tenere i treni puliti ed esenti da zecche: siamo davvero sicuri di dove andranno a finire e come saranno stoccate le scorie nucleari? Dopo tanti anni a Saluggia c’è ancora il problema di scorie stoccate più o meno malamente ancora da smaltire definitivamente.
    A queste condizioni preferisco acquistare l’energia prodotta in centrali nucleari oltreconfine, perlomeno sino a quando non verranno sviluppate le centrali di quarta generazione. A quel punto faremo un altro referendum, ed io voterò a favore, adesso non me la sento: …tengo famiglia!

  2. Francesco

    Onestamente non sono molto d’accordo. Il tuo paragone di rischio di disastro delle centrali nucleari è messo a paragone di un deragliamento di un treno che finisce sull’autostrada, e già mi sembra un paragone piuttosto maldestro. Quanto si sono “fidati” (sic) gli studenti morti a L’Aquila dentro allo studentato costruito con la sabbia da spiaggia? Quanto si fidano i napoletano quando buttano l’immondizia e se la ritrovano che spunta dalla finestra? Quanto si fidano i calabresi quando entrano in ospedale a Lamezia Terme? quanto i siciliani e i calabresi che si ammalano di cancro perché circondati ancora dall’amianto? quanto ci fidiamo del mediterraneo/discarica delle mafie di sostanze tossiche? Quanto di strutture che alla prima scossa di medio alta entità crollano a pezzi? Il big bang lo aspettano al sud, altro che a San Francisco. A parte che a Roma neanche dell’asfalto mi posso fidare (per riprendere la tua citazione), ma non mi sembra si possano paragone queste cose con il deragliamento di un treno o dell’asfalto della strada.
    Il problema delle centrali nucleari non è nemmeno la sicurezza del reattore. Fukushima e Chernobyl sono 2 casi nella storia molto diversi e piuttosto particolari. Anche se una parentesi andrebbe aperta in uno stato che ha un elevatissimo rischio sismico. Comunque dicevo che il problema reale è lo smaltimento delle scorie, e rimane un problema anche con le centrali del futuro (la fusione ancora non la facciamo). Ma possiamo davvero mettere in mano a politici come questi poi, che creano Zone militari farlocche solo per stipare l’immondizia in zone che non sono a norma di modo che i magistrati non possano intervenire, alle mafie che dove c’è un business entrano regolarmente? Abbiamo fior fior di ingegneri capacissimi e di loro mi strafido, ma non sono loro il problema, non è la distrazione della gente nelle centrali il vero problema. Ora davvero vogliamo fidarci così quando abbiamo scorie che rimarranno chissà dove, stockate (ma dove? in basilicata? nello ionio?) per 500/600 anni? Io non mi fido mi dispiace.

    Ultima cosa. La ricerca sul nucleare è importante, ma la ricerca sulle rinnovabili, a mio avviso, è ancora più importante. L’ultimo secolo è la dimostrazione di come non sia possibile continuare con questo andazzo e i combustibili fossili sono destinati a morire (oltre a essere una fonte di inquinamento pazzesca), quindi per favore, voltiamo pagina. E non spacciamo per illuminismo un balzo indietro di 30 anni, proviamo ad avere lungimiranza, cosa di cui l’Italia una volta era provvista. Potremmo entrare nell’età dell’oro (energia pulita, meno sprechi, sostenibile) e ci ostiniamo a rimanere in quella bronzo.

  3. emanuele menietti

    francesco, non ho scritto che un deragliamento di un treno e un incidente nucleare sono la stessa cosa. grazie per gli altri spunti.

  4. Francesco

    scusami eh, ho riletto il mio post solo ora ed è scritto veramente male, spero che il concetto sia passato comunque.

    Mi sono dimenticato di aggiungere un’ultima cosa. E’ indifferente come andrà il referendum sul nucleare perché tanto non costruiremo mai alcuna centrale (come hai detto anche tu). Ma lasciare la possibilità di regalare appalti di centrali che non verranno mai fatte e buttare ancora altri soldi pubblici proprio non mi va giù.

  5. vittorio

    Il punto non credo sia il fatto di affidarsi a gente che costruisca e gestisca le centrali nucleari. il punto e’ che in italia non abbiam la fonte principale (uranio) ma abbiam al contrario mille altre fonti da cui estrarre energia ben piu economiche (vento sole). Basterebbe un piccolo aiuto per casa da parte dello stato per far si che ogni famiglia/casa abbia l’opportunita’ di crearsi dei pannelli solari cosi’ da essere autosufficienti.
    Non sono ovviamente contrario alla ricerca. Ma dato che ora come ora i fondi per la ricerca in genere e’ pari a zero, non vedo perche’ spendere soldi in questo settore quando ce ne sarebbero mille altri opportuni. Quando i nostri regnanti si decideranno a investire in ricerca, magari si potra’ cambiare.

  6. Davvero, questo post mi sorprende.
    La tua analisi mi pare superficiale, e la cosa mi stupisce perchè da tempo seguo i tuoi post che di solito apprezzo, anche quando non li condivido

    Invece oggi spieghi il tuo ‘No’ al referendum abrogativo analizzando soltanto una questione molto marginale della questione: La capacità italiana di mantenere in sicurezza una centrale nucleare.
    Esistono molti aspetti molto più importanti da prendere in considerazione:
    il prezzo del nucleare a partire dall’estrazione allo smaltimento delle scorie, il fatto che non si tratta di una risorsa rinnovabile bensì di un combustibile fossile esauribile, il prezzo del rischio (calcolato come moltiplicazione tra entità del pericolo e probabilità: tutti sembrano scordarsene), la soluzione che non esiste per le scorie, etc.

    Alla fine trai una conclusione sulla capacità italiana di mantenere centrali nucleari basandoti su un fatto piuttosto peculiare: ti fidi dei treni italiani. Cavolo, puoi fare di meglio!

    A un certo punto parli di vittime ufficiali del nucleare, senza però precisare quali sarebbero questi numeri, e anche senza chiederti se sia sufficiente basarsi sulle cifre ufficiali.
    Sono d’accordo: l’industria petrolifera probabilmente crea danni di magnitudo maggiore – ma il nucleare resta una spada di damocle con pericoli dalle proporzioni incalcolabili e crea scorie che per ora non sappiamo come gestire.

    A parte queste cose, non concordo su altre, prima fra tutti: La fiducia nei nostri rappresentanti politici che si spera ‘abbiano le competenze’. No davvero: scherzi? A me piacerebbe vivere in una fiaba, ma si da il caso che questa sia l’Italia di Nicole Minetti, Berlusconi, Mastella, Verdini, Borghezio..

    Non è antipolitica: è realismo. Ci vanno due fette di prosciutto belle spesse per non vedere che la nostra più che una democrazia è una fabbrica del consenso: la classe politica prende decisioni per i suoi interessi (ivi compreso sul nucleare) e cerca a posteriori il consenso.

    Il governo rappresenta l’estabilishment economico, quando va bene.

    Questi referendum sono dei miracoli. Ricordi Thomas Jefferson? Il prezzo per la libertà è l’eterna vigilanza. Questi sono referendum grassroots – hanno fatto vigilare, movimentare e riflettere gli italiani come non mai – anche se magari non in modo perfetto.

  7. tiziano

    mi sembra un post mal post(o). sbaglia chi, a suffragio del sì, usa il refrain “noi non siamo capaci di gestire bene un sistema complesso”. ma sbaglia questo post a nascondersi dietro l’illuminismo per schierarsi a favore del nucleare.
    il vero illuminismo è investire su tutte le altri fonti di energia alternativa e scoprirne di più sugli ultimi esperimenti di “fusione fredda”. per non parlare di altri tipi di centrali atomiche non basate sull’uranio.
    la tecnologia nucleare è da abbandonare. troppi i rischi, anche nelle migliori gestioni. e troppi i costi (economici e di rischio) dei rifiuti tossici. punto. è una logica perdente quella di sostenere il sì perchè non saremmo capaci di gestirle o sprecheremmo soldi pubblici. ma l’illuminismo è un’altra cosa, caro giovane blogger

  8. Ti dirò, io ho votato sulla scheda del vecchio quesito perchè vivo all’estero, in Germania, e probabilmente il mio voto non conterà; ma ho votato NO anche io perchè da Fukushima in avanti il comportamento scettico, disinformato e propenso alla difesa egoista dell’orticello (nimby) di chi dalle mie parti si schiera contro il nucleare mi innervosisce, perché mi sembra difendere una posizione che non guarda avanti, che non considera il ritmo del pianeta nei prossimi 25 anni. Mi sembra che la stessa cosa stia succedendo anche in Italia, in questi giorni. Ti mando il post che ho messo sul mio blog due giorni dopo il terremoto giapponese a cui seguono una serie di altri che completano la tematica. http://www.rummenigge.it/sciacalli-a-distanza/

  9. Marco

    con il si al terzo quesito si andrebbe ad abrogare il comma 1, cioè una “sospensione” della pianificazione nucleare (quindi scelta pro-nucleare a mio avviso) nonchè la strategia energetica in generale (comma 8), la quale include la ricerca sulle varie energie alternative al petrolio, da fissione (nota bene: non esiste solo l’uranio da fissionare.. c’è anche il torio di Rubbia) così come delle rinnovabili. Va da sè che il go-go-governo usa la foglia di fico del “taglio di gas serra” per costruire centrali all’uranio (sotto pressioni edf e general electric).. ma essere favorevoli ad abrogare sti due commi non è per niente razionale. my two eurocents.

  10. Paolo Zambetti

    Procurarsi l’energia è molto rischioso e costoso sia quando lo si fa con il nucleare che con l’idroelettrico e altro. Questo vale anche per la produzione di cose diverse dall’energia. Ci prendiamo un sacco di rischi senza saperlo e senza sapere perché. Voterò SI, è ora di trovare soluzioni radicalmente nuove per la nostra società.
    Come ha detto C. Rubbia ‘Il nucleare di oggi non può essere il nucleare di domai e il solare di oggi non può essere il solare di domani’.
    Nel frattempo risparmiate l’energia!

  11. Cookie

    Io invece voterò SI perché considerando la realizzazione, l’intero ciclo produttivo con annesso accumulo di scorie e la dismissione delle centrali, l’energia nucleare è *semplicemente* troppo costosa. Voterò SI perché questo non fermerà la ricerca scientifica, ma anzi potrà essere uno stimolo a far meglio, sul nucleare così come sulle altre forme di produzione energetica.

    P.S. L’esempio dell’incidente ferroviario è poco calzante e, perdonami la schiettezza, stucchevole. Il rischio nucleare va valutato da un punto di vista qualitativo, più che quantitativo, nel breve termine. Affermare che oggi in Giappone, nonostante la gravità dell’incidente, le vittime siano state poche non tiene conto degli enormi danni che sta silenziosamente provocando all’ambiente circostante e agli esseri viventi che ci vivono, danni che saranno purtroppo tristemente evidenti fra qualche anno.

  12. Fausto

    Qualcuno sa dirmi dove trovare i costi definitivi, completi, finali, che poi non ce ne saranno più (sociali, economici, di vite umane, ambientali, etc etc etc) dell’incidente di Chernobil? e son passati già 25 anni) E i costi (anche solo economici) della conservazione/smaltimento delle scorie nucleari?
    Se domenica mattina 12 giugno 2011 non avrò questa in formazione io andrò a votare e votero SI per impedire oggi e per qualche anno a venire la costruzione di “cose sconosciute” nel mio paese.

  13. cesare berrini

    Anni fa avveniva la tragedia di Longarone. L’acqua della diga del Vajont tracimando uccise più di tremila persone e spazzò via quasi tutto il paese. Nessuno però disse che bisognava chiudere tutte le dighe in attività.
    In Giappone le molte vittime e il guasto delle centrali nucleari sono stati causati dallo tsunami in seguito ad un terremoto.
    Anche qui come nel Vajont ed a Cernobyl si è trattato di un errore umano. Quello di aver messo le pompe per il raffreddamento dei noccioli di uranio troppo in basso. L’acqua dello tsunami le ha danneggiate. Non sono entrate in funzione e le centrali sono esplose.
    Orbene, la domanda che intendo porre a tutti quelli che cianciano contro il nucleare è questa: lo sapete quanta energia producono l’eolico ed il fotovoltaico? e se non lo sapete che cianciate a fare?

  14. Francesco

    LA cosa mi stupisce è che troppo spesso ci si scorda che il nucleare non solo produce energia, ma che produce anche discrete quantità di scarti altamente radiattivi e quindi pericolosi. Certe scorie hanno un tempo di dimezzamento di oltre 100.000 anni, un lasso di tempo che possiamo difficilmente anche solamente immaginare. Che cosa ne sarà di noi? della nostra civiltà? nessuna lingua nessuna civiltà e mai più duarata più di pochi millenni? come manterremo la conoscenza avanzatissime necessaria per gestire il materiale? se c’è una recessione economica, una guerra? ah, dimenticavo in circa 60.000 anni ci potrebbe essere una glaciazione… intimorisce pensando al breve termine, ma pensando al lungo termine a me viene la pelle d’oca!
    per me dire no al nucleare vuol dire avere a cuore il futuro delle prossime generazioni e del pianeta in generale. Per una volta pensare al lungo termine e agire tutti insieme come parte di un sistema complesso come lo è questo povero pianeta…

    buona notte a tutti
    e saluti dall’olanda

  15. alexislaperfida

    Un po’ di illuminismo, certo. Ma allora perché Francia e Germania hanno già deciso di fare a meno del nucleare?

  16. MI DISPIACE, MA NON SONO D’ACCORDO. CONTINUO AD ESSERE CONTRARIO ALLE CENTRALI NUCLEARI SOSTANZIALMENTE PER TRE MOTIVI, CHE CREDO ESSERE FONDAMENTALI:

    1. NON SAPPIAMO CHE DESTINO AVRANNO LE SCORIE RADIOATTIVE (DURANO 100000 ANNI….)
    2. I COSTI SONO PROIBITIVI (L’URANIO COSTA MOLTO PIU’ DEL PETROLIO ED E’ UNA FONTE MINERALE ESAURIBILE…..)
    3. IN CASO DI INCIDENTE LE CONSEGUENZE SI POTRAGGONO PER MILLENNI.

    GRAZIE PER IL SUO ARTICOLO, MA NON E’ RIUSCITO MINIMAMENTE A CONVINCERMI,

  17. Maurizio

    Caro Emanuele,
    pur comprendendo la sostanza del tuo ragionamento, anch’io ritengo che l’esempio dell’alta velocità sia alquanto fuorviante. Anzi, al contrario, potrebbe essere usato per dimostrare l’esatto contrario.

    L’alta velocità è la classica grande opera che ha sforato in modo vergognoso budget e tempi di realizzazione, in molti casi devastando il territorio. E sta continuando a creare enormi disagi, come per esempio accade tuttora a Firenze. Allo stesso tempo, per la sua realizzazione, le ferrovie stanno smantellando il sistema del trasporto locale, vitale per milioni di pendolari.

    Quindi non mi sembra un bell’esempio da fare.

    Tu sei ottimista? Io per niente. Non metto in dubbio che ci siano aziende che tecnicamente siano in grado di costruire centrali a regola d’arte. La rete autostradale, che tu citi, è la dimostrazione lampante delle nostre capacità ingegneristiche.

    Il problema come al solito è questa vergognosa classe dirigente.

    Qui non si vota per dire sì alla ricerca di un nucleare del futuro, sicuro e pulito: si vota per dire sì a una scelta che dietro riveste solo considerazioni di bottega. Non si investe in ricerca. Acquisteremmo dalla Francia tecnologie non particolarmente innovative. E non sulla base di un ponderato piano energetico.

    Il governo non ce l’ha, un piano energetico. Non gli interessa averlo. Nè dietro la sua scelta pro nucleare c’è un’accurata pianificazione, una valutazione costi-benefici, un piano di smaltimento e stoccaggio delle eventuali scorie.

    Ed è questo mi preoccupa molto di più. Al governo interessa solo acquistare le centrali dalla Francia. Ti sembra un criterio ragionevole? A me no.
    E potrei continuare a lungo, ma mi sono limitato a entrare nel merito delle questioni che hai sollevato col tuo post, che comunque apprezzo perché è un tentativo di ragionare su un tema delicato, su cui è facile decidere abbandonandosi all’irrazionalità.

  18. momin

    Una centrale nucleare finita di costruire oggi darà energia per 10 (come quella del Garigliano), 20, 30, 50 anni al massimo nella più rosea delle previsioni. Dopodiché sarà un costo (la dismissione, le scorie prodotte) per circa altri mille anni. Siamo sicuri di voler dare questa fregatura alle generazioni future?

  19. Emanuele

    Anch’io sono contrario a costruire nuove centrali anche perchè tra l’altro credo che i problemi causati dalle vecchie non siano ancora stati risolti. Noto però che ci indigniamo tutti con il nucleare ma non vogliamo cambiare stile di vita e le due cose sono incompatibili. Il computer sul quale scrivi è venuto in nave o in aereo da un posto a migliaia di km da qua e quando lo butterai inquinerà. Ogni volta che prendiamo l’aereo inquiniamo tantissimo, ogni volta che costruiamo autostrade e ferrovie “migliori” distruggiamo campi e boschi, ogni volta che prendiamo la macchina inquiniamo. Se vogliamo continuare a fare cose del genere, che sono cose normalissime, nessuno ti criticherà se vai in vacanza all’altro capo del mondo o se prendi la macchina e vai a milano o se mangi carne e pesce 10 volte la settimana, dobbiamo essere consapevoli che il risultato sarà la distruzione, non so se tra cento o mille anni, del pianeta. È una chimera pensare che possiamo mantenere questo stile di vita con le energie rinnovabili, ok possono risolvere molte cose ma che senso ha investire in energie “pulite” per comprare su ebay un cd che viene dagli Stati Uniti o mangiarti un filetto di carne che viene dall’altro emisfero? (cito cose che ho fatto io perchè non pensiate che sia un essere superiore…). Ci vorrebbe un cambio di mentalità TOTALE, cosa che, realisticamente, ritengo impossibile, un cambio di stile di vita che non accetteremo mai, se non quando vi saremo costretti, e a quel punto sarà troppo tardi. Ci consoliamo pensando che la catastrofe non la viveremo noi, ne’ i nostri figli, ma a qualcuno prima o poi toccherà.

  20. La TAV potrebbe uccidere se deragliasse, se esplodesse, se ci fosse un incidente, ma finché questi incidenti non avvengono fa sempre meno male delle emissioni di un ingorgo in città.
    il nucleare fa sempre e costantemente male dal momento in cui viene costruita. le emissioni solide e aree sono cancerogene e inquinanti, si infiltrano in qualsiasi cosa rendendolo dannoso. tutto questo senza pensare ai possibili incidenti. basta pensare che i giapponesi in quanto organizzazione e sicurezza sono ai massimi livelli, ma nemmeno loro si potevano aspettare che uno tsunami facesse tutto quello che ha fatto.
    vogliamo parlare poi degli alti costi di costruzione che andrebbero a gravare sul nostro paese che già se la passa male? costi che poi diventerebbero inutili fra 30 anni quando le materie prime necessarie a far funzionare la suddetta centrale cesseranno di esistere. Abbiamo a disposizione il sole per altri 5000 anni, lui non ci va abbastanza bene?

  21. Marcello

    Finalmente qualcuno che ragiona con lucidità senza abbandonarsi a paure irrazionali.
    Chiunque abbia una preparazione scientifica è favorevole all’energia nucleare, i contrari a tutti i costi sono gli stessi che credono nei miracoli, nei complotti e nell’oroscopo.
    L’ultima che ho sentito è la scusa della mafia, come se la mafia fosse inevitabile e necessaria.

    Io non andrò a votare, perché qualsiasi cosa si voti equivale a votare si, e perchè ritengo che questi referendum sia una trovata demagogica e populista che alcuni politici hanno sfruttato a scopo di propaganda, sfruttando ignobilmente l’ignoranza e le paure della gente.

    Ma quando mai uno stato civile affida questioni tecniche che richiedono un alto grado di esperienza al giudizio di massaie e ai parrucchieri?

    La prossima volta si voterà per decidere se per cagare è meglio lo yogurt o l’olio di ricino.

  22. pipinoilbreve

    “E niente paura, un po’ di illuminismo”. Una battuta quasi divertente.

    1. I morti ufficiali sono molti di più di quelli che gli amici dell’atomo civile sbandierano, ma evidentemente bisogna che gli ammalati assumano la fosforescenza perché una volta morti si conteggino tra le vittime delle radiazioni seguite agli incidenti nucleari.
    2. I danni economici (solo economici) per un eventuale incidente molto grave vanificano tutto il guadagno che, coloro i quali non considerano i costi finali di stoccaggio permanente delle scorie, conteggiano rispetto ad altri modi di produrre energia (si pensi solo alle bonifiche e all’inagibilità totale o parziale di aree con un raggio di 30-40 km per diversi decenni).
    3. Se i costi di costruzione delle centrali EPR dovessero lievitare secondo la prassi mai smentita del made in Italy (vedi tav, con triplicazione del costo standard) allora è certificato che produrre energia col nucleare non sarebbe solo di poco più costoso che col gas (perché già nel migliore dei casi il nucleare non è la scelta più conveniente), ma costerebbe il doppio come minimo.
    4. Secondo le stime EIA quando sarebbero operative le centrali italiane (forse nel 2025) il costo al kwh eolico o solare fotovoltaico sarà pari a quello del kwh nucleare, quindi la stagione nucleare italiana comincerebbe quando il resto del mondo avrà suggellato il tramonto dell’energia nucleare, essendo venuti meno tutti i benefici e permanendo i rischi.

    I definitiva, ognuno valuta come crede il rapporto costi/benefici, ognuno valuta come crede fino a che punto sia legittimo spingersi nel futuro per valutare le conseguenze di una scelta di politica energetica (ma il discorso è più generale), conseguenze non sempre chiare e gestibili con profitto, però per favore, non si dica che una scelta è da illuministi, mentre l’altra sarebbe da persone che ragionano con la pancia, perché ciò denota solo una tremenda superficialità figlia di arroganza, partorita peraltro da chi, con tutto il rispetto, non ha nemmeno le carte per permettersela.

  23. Peccato solo che un incidente tra treno e auto in viaggio su una autostrada è si un disastro, ma circoscritto nello spazio e nel tempo.
    Disastri di una centrale nucleare si propagano negli anni.

    Le domande da farsi sono, invece: dove costruiranno le centrali? Chi le vorrebbe vicino a casa? Sono gli stessi che non andranno a votare o quelli che voteranno no?

  24. Non ho letto con attenzione tutti i commenti perchè sono molto lunghi ma volevo dire la mia.
    Uno dei motivi che spesso vengono solo sfiorati ma mai citati apertamente, è che io non mi stupirei affatto se le centrali nucleari venissero costruite con la sabbia e venissero giù al primo soffio di vento (come ha fatto pochissimo tempo fa tutto l’ abruzzo).
    Anche ammesso che le centrali (come auspicabile) siano costruite a regola d’arte, chi ci assicura che le scorie inevitabilmente prodotte non finiranno nelle normali discariche o ancora peggio per le strade di napoli in mezzo a tutto il resto dell’ immondizia?
    Ok i due esempi che ho citato sono un pò estremi anche per un paese come l’ Italia, ma credo che il concetto sia chiaro..

  25. Il paragone con l’AV e le autostrade mi sembra una forzatura. I binari non sono un impianto che deve essere controllato istante per istante, inoltre non saranno, ahimè, esenti da incidenti -statisticamente ogni tot avvengono incidenti purtroppo- che coinvolgeranno un numero x di persone, speriamo il minore possibile. Il nucleare richiede un sistema che più complesso non ce n’è se consideri l’intero ciclo vita di progettazione, costruzione, esercizio, manutenzione e dismissione. Inoltre non si possono ignorare le altre questioni sistemiche, strategiche ed economiche che fanno ritenere l’avventura nucleare un terribile errore. Dopo che la Hack ha parzialmente ritirato la sua iniziale intenzione di voto per il NO, quella del finanziamento della ricerca è diventata la motivazione principe di tutti quelli che si vogliono sentire illuministi, ma senza allinearsi. Come se il problema principale della ricerca in Italia fosse che non investiamo su una catena industriale che nel nostro Paese è morta e sepolta da anni. Come se quelli che votano sì, fossero i soliti ambientalisti emotivi.

  26. emanuele menietti

    c’è qualcosa che non va, leggendo alcuni commenti. nel post non ho scritto che l’AV può essere paragonata all’energia atomica (mele, pere). quello che mi preme è la parte a monte del ragionamento, ovvero: perché ci fidiamo di gente che ci costruisce un treno che va ai 300 orari e accettiamo di viaggiarci sopra, mentre poi se ci costruisce un reattore non ci fidiamo?

    (poi certo, il problema è molto più complesso e ci sono moltissime altre ragioni per i SI e per i NO a partire dallo smaltimento delle scorie, dai soldi che ci vanno per fare il nucleare e compagnia bella. non vanno trascurati, ma la cosa che mi pongo nel post è un po’ diversa.)

  27. pipinoilbreve

    Sulla questione della fiducia: certo, tutti ci affidiamo quotidianamente a terzi che hanno tra le mani la nostra incolumità, dagli autisti degli autobus al programma per la gestione del traffico ferroviario (che non deve avere bug) fino ai manutentori di aromobili e treni.
    Ma l’eventuale danno, anche nei casi di disastro aereo, è relativamente circoscritto, nello spazio e nel tempo, inoltre la componente umana in certi incidenti è quasi sempre determinante nel bene o nel male. Per il rischio nucleare il discorso è un po’ diverso, sostanzialmente perché nella pur remota possibilità di incidenti di livello molto elevato il danno non è ben circoscritto nel tempo né nello spazio e pertanto il parallelismo è fuorviante.

    Poi, se intorno al 2020 altre fonti di energia non inquinanti dovessero raggiungere, come diversi analisti sostengono, la convenienza nominale del nucleare (perché checché se ne dica questa rimane ancora sulla carta per costi di costruzione altalenanti e di dismissione quasi del tutto ignorati) come si presenterebbe al mondo l’Italia col suo “rinascimento nucleare”? Suonerebbe come riproporre su larga scala i treni a vapore.

  28. marco

    Oltre a discutere del problema sicurezza, scorie, costi, ecc dobbiamo fare un’analisi di coscienza: la richiesta energetica è enorme. quanti di noi fanno veramente attenzione a ridurne la richiesta? quanti spengono le luci in ufficio e a casa quando non servono o regolano il condizionatore ad una temperatura più idonea? quanti spengono gli elettrodomestici che rimangono in stand-by? quanti concentrano i consumi maggiori di notte? Parlare è semplice; molte volte si ascoltano lamentele di chi non vuole i ripetitori dei telefonini, chi non vuole i tralicci dell’alta tensione e, per capire quanto il fronte del NO sia vasto, chi non vuole le pale eoliche o i pannelli solari sui campi. Quindi oggi ci troviamo di fronte, per la seconda volta, alla scelta sul nucleare. Domani la faremo per le pale e poi per qualcos’altro e ci sarà sempre chi, a destra o sinistra, dirà di non andare a votare (nonostante i milioni di € spesi…).
    diciamo no al nucleare perchè ci sono stati due incidenti gravi nella storia: in auto, solo in Italia, muoiono circa 8000 persone all’anno: perchè non facciamo un Referendum sull’abrogazione dell’utilizzo delle vetture? sono più pericolose dell’atomo!

    Ciao.

  29. Paolo

    Quando scrive fiducioso che una centrale nucleare la costruirebbe un consorzio di società, “e molte di queste sarebbero straniere, dai paesi in cui l’atomo per produrre energia elettrica viene utilizzato da tempo”, si legge come non abbia la minima idea di come in Italia funzionino i subappalti, i sub-subappalti e a volte anche i sub-sub-subappalti.

  30. [Posto che l’idea dei referendum e della democrazia diretta non mi entusiasma – deleghiamo un migliaio di persone a occuparsi di problemi complessi e articolati sperando ne abbiano le competenze]

    finora abbiamo delegato seicento parassiti servi dell’economia di mercato impegnati a guardare le troie sui tablet e/o a migliorare il loro “Spider” e non mi pare che le cose stiano andando da dio… (lol)

    http://www.cronacalive.it/deputati-giocano-con-ipad-alla-camera-ecco-roberto-menia-e-antonio-martino.html

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