13 commenti

  1. Francesco

    A mia nipote in classe hanno anche portato pomodori e carote (per fortuna erano carotine, quelle mignon). 🙂

  2. eloisa

    perché dici che le insegnanti “dovrebbero essere lì per insegnare” e non per sbucciare la frutta? non è forse da tutte le attività quotidiane che si impara qualcosa? non è questo che dovrebbe fare un’insegnante: educare oltre che istruire? considerare cioè la vita a scuola in tutte le sue forme e in tutti i suoi momenti come esperienza educativa e non solo ciò che è nel programma ministeriale? non può quindi il momento della merenda diventare anch’esso un modo per insegnare e non una pausa dell’insegnamento giustificata come “giusto apporto nutrizionale”?
    nella scuola d’infanzia comunale di mia figlia il momento del pasto è considerato un momento educativo. a turno un bambino al giorno fa da “cameriere” agli altri. imparano a contare cercando di capire quanta frutta distribuire. fanno esperienza di concetti come il rispetto degli altri e delle cose, dei tempi e dei modi, anche mangiando. e le insegnanti (e le cuoche) sostengono – sostengono, stimolano, propongono – questi apprendimenti che avvengono in un momento per nulla scontato, come quello della merenda o del pranzo.

  3. Roberta

    La frutta a scuola e’ 1esperienza bellissima! Certo, come maestra, mi occupo di sbucciare la frutta a chi non la mangerebbe altrimenti, spremo le arance se intere non piacciono…insomma mi occupo di rendere questo momento un momento importante.

  4. astrid

    quand’ero alle elementari (prima metà degli anni ottanta) ci fu un periodo in cui la merenda prevedeva la frutta, però ce la portavamo da casa, secondo un calendario settimanale stabilito dalle maestre. non ricordo problemi particolari per sbucciare i frutti (mia madre incideva col coltello la buccia dell’arancia così veniva via più facilmente, la banana è facile, la mela si può portare già lavata e si mangia con la buccia).
    mi ricordo ancora che il giovedì c’era la carota 🙂

  5. davide

    Io ho frequentato le elementari a cavallo della metà degli anni ’90 e da noi c’era il servizio latte/yougurt tutti i giorni, quindi non devono averlo tolto da molto tempo..

  6. Silvia

    Anche da me bottiglietta di latte tapporosso e panino dolce … Torino, fine anni settanta.

  7. Federica

    Quando andavo io alle elementari (primi anni 80) non davano proprioniente per merenda, ognuno aveva la sua da casa, ma la nostra maestra inserì nel programma educazione alimentare e da allora la mia merenda diventò o una mela sbucciata o addirittura una carota!
    Mi sembra un’iniziativa pregevole, ecco!

  8. Maria Angela

    L’anno scolastico scorso anche la mia scuola ha aderito all’iniziativa “frutta nelle scuole” ed anch’io ho sbucciato e spremuto frutta, ma è stata un’esperienza coinvolgente per tutti: maestri e bambini. Non sempre la frutta o la verdura arrivavano puntualmente, abbiamo pazientato… Questo progetto ha permesso a diversi alunni di fare nuove esperienze gustative dato che non avevano mai assaggiato alcuni tipi di frutta o di verdura (es.: Kiwi o finocchi) e ha modificato, seppur modestamente, alcune loro abitudini alimentari. E’ un’esperienza che rifarei….

  9. irene

    mio marito non mangia più frutta da quando la maestra delle elementari lo costrinse a mangiare un kiwi tenendolo fermo con l’aiuto di altre due persone… non è possibile demandare alla scuola anche (o solo) quella educazione che dovrebbero impartire i genitori che in questo modo si sento sollevati dal loro ruolo.

  10. Da me a Palermo, elementari classe ’90-’94, assolutamente nulla veniva elargito a nessuno… quantità infinite di calzone al forno, ed io passavo per un salutista mentre i compagnetti affondavano i canini nelle arancine fritte.

  11. Schoereder

    La frutta arriva in sacchettini giá lavata e sbucciata. La mela tagliata ed il kiwi nel bastoncino del gelato! Nessun problema per le maestre solo che spesso é tutto molto ma molto acerbo ( ” papá sono buoni solo i mandarini…”).

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