73 commenti

  1. biagio

    (a costo di essere moderato)

    Post completamente OT.

    “della questione se NE occupò” mi ha fatto correre brividi per la schiena…

  2. andrea

    Non sono d’accordo con la Sua analisi: infatti la parte più interessante del servizio di ieri era costituita dall’iter dell’approvazione dell’aspartame dalla FDA, dalle coincidenze circa i procuratori ed i funzionari FDA che dovevano indagare sul caso che rimasero inerti per poi passare ad impieghi privati (guarda caso) proprio alla Searle, dal fatto che i test che negavano alcun tipo di effetto collaterale fossero esclusivamente commissionati (e pagati o finanziati) dalla case produttrici, dalla singolare circostanza che tutti i convegni in materia siano partecipati ed animati da studiosi a libro paga delle imprese produttrici, dal fatto che l’autorità pubblica italiana prenda per oro colato quanto sopra ed affermi come sia impossibile trovare uno studioso competente ma indipendente!
    Sicuramente quella dell’aspartame sarà una bufala, mi sembra però che i suoi argomenti (ma soprattutto quelli dell’industria dei dolcificanti) ricordino tristemente quelli dell’industria del tabacco negli anni 60. Cordialità

  3. Giuseppe

    Scusate ma non vi basta sapere che uno dei tre componenti nei quali si decompone nell’organismo viene convertito in formaldeide dal fegato, che è certamente cancerogena, per far i venire dei dubbi

  4. MarcoBO

    quello che trovo pericoloso è che, se preso
    sino al max consentito giornaliero, non sarebbe pericoloso
    ma poi è demandato all’utente/cliente la verifica della
    dose giornaliera assunta, cosa che ovviamente non può fare
    visto che sui prodotti (ad esempi medicinali come il mom..ol , neppure sul bugiardino) non compare la quantità presente
    e questo è un medicinale, figurarsi gli alimenti/bevande

  5. pifo

    La razza umana non si estinguerà’ comunque anche perché’, in diverse centinaia di migliaia di anni, ha saputo affidarsi a meccanismi di tutela ben più’ raffinati ed efficaci di quelli del peer-review, meccanismi che potremmo semplicemente definire “cautela” oppure “minimizzazione dei rischi” o piu’ specificatamente “consapevolezza”.
    L’uso di un’apparecchiatura elettronica a bordo di un aereo in decollo interferisce con i sistemi di controllo del velivolo? Forse, a volte, dipende. Nel dubbio (dubbio che un dibattito scientifico saprebbe certamente risolvere caso per caso) il comandante decide di adottare il principio di massima cautela e impartisce l’ordine categorico di spegnere tutti i dispositivi, di qualunque tipo.
    Ecco, come consumatore io rivendico lo stesso diritto di massima cautela esercitato dal comandante. Voglio sapere cosa sia questo Aspartame e quali sono i rischi che secondo qualcuno sono connessi al suo utilizzo. Saro’ io poi a decidere per quello che mi riguarda.
    Da una trasmissione giornalistica non pretendo il rigore scientifico e metodologico di una rivista accademica ma semplicemente quegli elementi di informazione che possano guidare quell’istinto autoconservativo che determina la cautela dei miei comportamenti.
    Io e i miei bambini continueremo ad assumere Aspartame perche’ e’ assurdo pensare il contrario ma lo faremo con consapevolezza, ovvero quella reazione cognitiva che e’ spesso alla base del successo di molte specie animali, anche se raramente consapevolezza equivale a conoscenza.
    Saluti.

  6. manuel

    La razza umana è sopravvisuta all’eternit e potra sopravvivere anche all’aspartame.

  7. Nicola Colella

    Venti lattine al giorno probabilmente sono inusuali, ma 3-4 lattine, più la bustina nel caffè, più le merendine ‘dietetiche’, più qualcos’altro che normalmente si mangia a pranzo, cena e colazione, e mi sa che arriviamo vicini alle dosi che secondo le stesse aziende produttrici sono pericolose.

  8. Franco

    Premesso che non ho un’opinione precisa sull’argomento noto però qualche forzatura nella critica di questa pagina.

    1. non mi pare fosse stata contestata l’esistenza di studi a favore dell’aspartame ma il fatto che fossero finanziati dal produttore stesso (per esempio il primo citato in questa stessa pagina: seguendo il link si vede l’email della ricercatrice e si capisce per chi lavora: harriett.h.butchko@nutrasweet.com) oppure basati sempre sugli stessi dati viziati all’origine dei primissimi esperimenti citati nel servizio.

    2. a proposito del presunto effetto ingrassante, o comunque dell’assenza di un effetto dimagrante, gli ultimi argomenti a sostegno non mi paiono così datati, mi ricordavo di aver letto qualcosa solo qualche mese fa e ora l’ho recuperato: http://www.sciencedaily.com/releases/2011/06/110627183944.htm

    Condivido anche io comunque il fatto che una trasmissione come Report (che è preziosa e deve prestare il meno possibile prestare il fianco alla critiche) deve andarci con i piedi di piombo prima di diffondere dati allarmistici e bene se ne fa a parlarne e a mettere i puntini sulle “i” se qualcosa è sfuggito.

    La mia impressione generale è certamente quella che Report parta con una sua opinione un fatto e poi vada alla ricerca di esperti che sostengono questa tesi (le cui opinioni sono esaltate) ed altri esperti contrari alla tesi (da far cadere in contraddizione da soli o carpendo commenti off-record oppure, se non è possibile, da contraddire con voce fuori campo).
    Non vorrei essere frainteso, credo che Report abbia ragione nella maggior parte dei casi ma è il metodo che non sempre mi convince.

    Alla fine per Report non ci sono mai problemi complessi con soluzioni che hanno pro e contro ma sempre questioni semplici sulle quali siamo raggirati e che basterebbe un po’ di buon senso e di onestà (da parte del politico, del tecnico, dell’imprenditore di turno) per fare le cose bene invece che male.

    Ecco, non credo che sia sempre tutto così semplice. Ma, non vorrei essere frainteso, rispetto all’informazione inesistente dalla quale è circondata, questa trasmissione rimane una perla in uno stagno, molto meglio così piuttosto che niente.

    La ragione per cui ho messo un paio di puntini sui puntini sulle “i” è che mi è venuto il sospetto che anche questo post fosse partito un po’ con la sua tesi da sostenere a priori: “vediamo un po’ quelli di Report quanto l’hanno sparata grossa questa volta”.

  9. Dignity grabbing

    Ognuno decide per il meglio; l’importante e’ sapere che lo si trova nella maggior parte dei prodotti in vendita e che gli organismi preposti stanno giocando con la salute delle persone a favore delle multinazionali che attraverso le loro lobbies influenzano la decisione del FDA e l’agenzia Europea EFSA di Parma. Io intanto mi tutelo usando la stevia che e’ un dolcificante naturale.

  10. iorek

    @ Giuseppe
    Ma quando mai l´aspartame si converte in formaldeide… se mai il metabolismo dell´aspartame puó generare metanolo (circa 25 – venticinque – volte sotto la soglia tossica se si assume aspartame al 90 percentile (piú o meno le famose 20 lattine…). Il metanolo generato viene ossidato da ossidasi epatiche a fromaldeide, che rimane praticamente non rilevabile nel sangue.
    Si genera piú formaldeide se si beve un succo di frutta da 25 ml, per capirci…

  11. uqbal

    pifo

    Secondo il principio da te esposto, dovresti smettere di respirare in questo istante, o andare a vivere in un angolino ben riparato sul Karakorum. Non se ne esce.

    Biagio

    Non per difendere chicchessia, ma se vuoi fare il purista della lingua italiana, almeno cerca di conoscerla. Prenditi una grammatica qualsiasi e scopri che in una qualsiasi lingua naturale, italiano incluso, esistono le ridondanze. Poi, una volta imparato questo, potrai risparmiarti i brividi e lasciare tranquilla la tua schiena.

  12. >È vero, ma è altrettanto vero (e sarebbe stato più onesto
    >ricordarlo) che le medesime aziende vogliono poter vendere il più
    >a lungo possibile i loro prodotti e con limitazioni chiare da subito,
    >condizione che non può essere ottenuta con studi poco accurati o
    >volutamente “di parte”

    Le aziende vogliono vendere il più a lungo possibile e basta. Se gli studi sono poco accurati poco importa, tanto s’è visto che con i tempi della giustizia e con il giusto capitale si possono fare molti miracoli.

    E sul rimpinzare da mattina a sera i bambini di aspartame per raggiungere il limite, bhe, direi che non è assolutamente vero viste le dosi indicate dalla puntata. 10 caramelle, 4 merendine e 2 bibite sembrano veramente tante?? Ci sono bambini che vanno avanti solo a bibite gassate

  13. elisabetta

    mmml’umanità è sopravvissuta all’eternit???? quanti ne sono morti??casale monferrato, un intero paese, è stato decimato!!! una donna ha visto morire figlia, marito e sorella!E casale monferrato non è l’unico!!! anche in quel caso i produttori sapevano ma avevano fatto in modo da non far fuoriuscire i risultati scientifici! Pur di guadagnare. Certe storie dovrebbero insegnare. Non è la sopravvivenza di pochi ciò che dobbiamo augurarci! Certi commenti mi lasciano alquanto allibita!

  14. Lorenzo

    @Nicola direi che chi assume “3-4 lattine, più la bustina nel caffè, più le merendine ‘dietetiche’, più qualcos’altro che normalmente si mangia a pranzo, cena e colazione” ha un problema che non è dato dall’aspartame, ma da cibo spazzatura.

  15. Sabrina

    Bisognerebbe disabituarsi al gusto del dolce, cosí tante questioni si risolverebbero da sé.

  16. totalmente d’accordo con il commento di andrea
    questo post omette volutamente alcune delle parti più importanti dell’inchiesta, come quella riguardante i conflitti di interesse dell’autorità europea

    l’unica obiezioni condivisibile riguarda l’apparizione dle bambino

  17. enrico

    nessuno ha ancora ricordato che searle è quella dell’agente orange e faceva parte del gruppo monsanto!
    Aspartame, ag orange e OGM! Il solito complotto delle multinazionali cattive!

  18. Maria claudia Peretti

    Ieri sera ho imparato molte cose che non sapevo. Quella che più mi preoccupa è la diversità dei protocolli di ricerca, il fatto che il periodo di osservazione dei topi/ratti previsto nei protocolli ufficiali consideri soltanto la fase centrale dell’arco di una vita, ignorando l”inizio , il momento in cui si semina, e la parte finale, il momento in cui si raccoglie e che dovrebbe essere fondamentale per sostanziare qualsiasi tipo di bilancio. Di certo i meccanismi di controllo che il programma ha raccontato non sembrano garantire con pienezza valutazioni imparziali e a favore dell’interesse diffuso. Piuttosto siamo portati a pensare che siano l’ennesima espressione di una burocrazia incapace di governare davvero le bramosie e l’avidità di chi persegue a tutti i costi la religione del dio denaro.

  19. pifo

    Uqbal,
    non hai compreso quello che ho scritto.
    Se ne esce … se ne esce eccome, basta contemplare la nostra vicenda evolutiva.
    Io, tu, noi, valutiamo in ogni momento i rischi legati alla nostra attivita’ umana, sappiamo farlo molto bene e sappiamo discretamente decidere quando e’ il caso di andare ad abitare sul Karakorum e quando invece possiamo rimanercene relativamente tranquilli a casa, perche’ sappiamo mettere a frutto certe cognizioni.
    La mamma mi disse un giorno che infilare due dita nella presa della corrente poteva essere pericoloso per la mia salute. Non mi forni’ certo “dosi consigliate”, soglie di tensione, limiti di amperaggio, la legge di Ohm e trattati di cardiologia da leggere. Io, come risposta, ho elaborato un semplice principio di comportamento che senza portarmi sulla cima dell’Himalaya mi ha consentito di vivere felice in compagnia dei miei elettrodomestici.
    E’ cosi avventato pensare che un principio simile sia non solo sempre applicabile ma anche persino piu’ efficace di altri fondati esclusivamente sulla conoscenza della verita’ scientifica?

  20. iorek

    Concordo in parte con Pifo (che peró un po´ si contraddice). E´ vero che se ne esce, eccome, ma non se ne esce se non con la veritá scientifica. Che é una, e complessa, e mi spiace dirlo ma – giusto o sbagliato che sia – non alla portata del cosiddetto uomo della strada. Ed é secondo me vero che il principio di massima cautela, battute a parte, é di primaria importanza. Peró, ci piaccia o meno, siamo in pieni tecnocrazia. E, sí, per me, é una cosa bella.

    PS: applausi sul commento di uqbal a biagio 🙂

  21. iorek

    Un´altra cosa: penso che l´evoluzione abbia poco a che fare con la faccenda, almeno l´evoluzione darwiniana (quella molecolare, alla gene egoista, eccome). Le scelte evolutive non sono ne razionali ne aprioristiche. Non sapendo cosa faccia l´aspartame, per fare un esempio, puoi smettere di prenderlo e esporti a diabete o ipertensione, o prenderlo, e esporti a altri rischi. Non lo sai a priori – ergo la necessitá di avere risposte.

  22. David

    Allarmismo ingiustificato o meno, io credo che anche se effettivamente la puntata aveva un sapore fin troppo “sensazionalista” dobbiamo chiederci: mi sarebbe mai saltato in mente di pensare che l’aspartame fa male, se preso in dosi estremamente massicce? Sicuramente come scrivete, se beviamo 20 lattine di coca light il problema è una altro, ma sinceramente io preferisco che si faccia rumore, anche eccessivamente, anche in modo sbagliato, o solo per tirare acqua alla voglia di sapere che parleranno di noi, domani mattina, se questo mi aiuterà, a richiamare la mia mente intorpidita, a chiedermi: “che cos’è l’aspartame”?

  23. Bruno 1935

    Per 27 anni sono stato ricercatore farmacologo e ne ho viste di tutti i colori. La maggior parte delle aziende frequentate è però stata onesta e scientificamente seria! Eppure erano italiane!!!! Quando ho avuto contatti scientifici con l’FDA ho conosciuto funzionari seri, preparati ed onesti. Questo non vuol dire che in alto loco, molto in alto i comportamenti possano essere MOLTO DIVERSI. L’Italia aderendo (in parte) ai protocolli sperimentali degli USA dapprima, poi della UE, ha fatto passi da gigante nella comprensione dei problemi delle sperimentazioni cliniche e precliniche. Nessuna meraviglia che negli USA le lobby proindustria farmaceutica abbiano dimostrato comportamenti a-scientifici (gli interessi pecuniari sono enormi!), anche se questo non giustifica NULLA. Noi del resto abbiamo avuto molti scandali coinvolgenti i passati Ministeri della Sanità; comunque, in proporzione, i nostri guai sono stati minori. Io sono sempre stato per un’industria farmaceutica STATALE (però in mano a governi ONESTI. TROPPO IMPORTANTE IL PROBLEMA SALUTE DEI CITTADINI!). Irrealizzabile? Forse.

  24. jamesnach

    Suggerisco a manuel di andare a Casale Monferrato e ripetere in piazza quello che ha avuto il coraggio di scrivere qui sopra.

    Se torna, poi ci racconta com’è andata..

  25. Gianmarco

    Confermo quanto scritto da altri: quello che mi ha colpito del servizio, più che la ricerca in sé sull’aspartame, è quanto messo in rilievo in merito al conflitto d’interessi tra i componenti degli enti di controllo. Per il resto posso condividere la critica, ma il punto principale era quello.

  26. dtm

    E’ bene ricordare anche che l’acqua è tossica se assunta in certe dosi, ma non è cancerogena.
    I limiti di assunzione per una sostanza cancerogena sono sempre un argomento molto delicato (dove molto è un eufemismo).
    Non ho visto la trasmissione nè ho letto gli studi ma se l’impostazione è stata analoga alla puntata sui telefoni cellulari allora mi sta bene: ponevano l’accento su una questione trascurata (infatti ora se ne parla in conferenze universitarie).

  27. A mio avviso nel tentativo di riequilibrare la (presunta) insinuante e inconcludente puntata di Report, forse ci si è sbilanciati troppo verso i palesi interessi a favore del contestato dolcificante. Gli studi contrari sono per la maggior parte indipendenti, quelli favorevoli spesso sono finanziati dalle multinazionali che le producono. Inoltre il nocciolo della questione è ancora quel maledetto dosaggio, 40-50 mg/kg/die sono un esagerazione filoguidata, purtroppo sembrerebbe che una dose di molto inferiore sia già rischiosa, soprattutto per i bambini e le donne in gravidanza, data anche l’ubiquità del prodotto. Cerchiamo di non mischiare le carte in tavola e guai a chi dice che è colpa della chimica, qui la mancanza di scrupoli è di tutt’altra natura.

  28. karl

    Sono abbastanza d’accordo con l’articolo e mi rendo anche conto che siamo cresciuti in una cultura cattolica con il mito del “chi è senza peccato scagli la prima pietra”, ma la frase: “Ed è bene ricordare che ci sono limiti giornalieri consigliati per qualsiasi cosa ingeriamo, acqua compresa.” è veramente viscida

  29. cervelletto

    @akiro “10 caramelle, 4 merendine e 2 bibite sembrano veramente tante??” si,sono fottutamente tante:se tu fossi genitore e lasceresti mangiare tutta questa merda ai tuoi figli,proporrei l’affidamento

  30. Mauro

    Ad una qualsiasi persona con formazione scientifica appare evidente quanto questo lavoro giornalistico risulti scadente e parziale. Già nel recente passato fecero un servizio simile sul metodo Zamboni. Mi chiedo: ma non esiste un’associazione di giornalisti scientifici che possa puntare i piedi contro il dilettantismo ormai imperante nell’informazione tecnico scientifica?

  31. dook

    perchè sorprendersi?
    del resto la FDA è la stessa struttura che regola il commercio di nicotina ed alcool.

  32. Michela

    La puntata di Report ha riferito solo la verità! Le insinuazioni erano domande nei confronti di chi poteva controbattere ma non aveva le carte per farlo! La Fondazione Ramazzini è uno dei pochi Istituti che svolgono ricerche indipendenti e per questo deve lottare quotidianamente per sopravvivere! Sono schifata dalle insinuazioni fatte dall’articolo soprariportato! Non c’è novità in quanto mostrato da report? peccato che non ci siano neppure azioni da parte delle agenzie che dovrebbero tutelare la salute dei cittadini e soprattutto dei più sensibili alle sostanze tossiche, ovvero bambini e donne in gravidanza! Venissero puntate di report come quella di domenica scorsa, piuttosto della solita televisione “spazzatura”!! Sia da mamma, ricercatrice e nutrizionista sto da anni diffondendo il messaggio del ramazzini e come me dovrebbe farlo tutta la gente di buon senso.

  33. Filippo Facci

    Molto bravo. Si poteva anche citare la truffa abbagliante dell’aumento dei coefficienti di rischio (che cosa voglia dire ’20 per cento di probabilità in più’ di prendersi un tumore’).

  34. Francesco

    Ho un negozio di dolci e coloniali e non solo
    L’aspartame, laddove fosse nocivo, è l’ultimo dei problemi
    Per quanto riguarda la nostra dieta e i nostro stili di vita!
    La gente muore per altro, i tumori insorgono per ben altri
    Motivi più gravi..
    E AGGIUNGO CHE NELLE CENTINAIA DI PRODOTTI CHE VENDO NEL MIO NEGOZIO, L’ASPARTAME NON È QUASI PRESENTE: è stato sostituito da altri dolcificanti da un pezzo!

  35. Francesco

    La società di oggi è piena di veleni eppure tutti questi criticoni continuano a mangiare spazzatura, inquinare con auto e roba simile, comprare roba Made in china etc…
    Il corpo umano non è adatto a reggere tutto questo!
    Quindi se proprio L’ASPARTAME vi fa paura evitatelo, tanto è già poco presente nei prodotti alimentari (ho un negozio di dolciumi e lo so bene)!

  36. asskicker

    Il tuo articolo e’ completamente inutile, oltre che capzioso!
    Tenti di smontare il servizio di Report facendo “snipping” di interrogativi posti dallo stesso.
    Invece IMHO i rischi posti dall’aspartame non vanno sottovalutati, anche se al di sotto di limiti stringenti.
    Ad es. il problema della leucemia: se l’aspartame ha incidenza in questo, seppur minima, bisogna sommarla certamente ad altri fattori, sicuramente ben piu’ pericolosi, come l’inquinamento!
    Perche’ dunque aggiungere anche una pur minima dose di rischio a dei rischi ben piu’ ampi?
    Solo per guadagnarci al posto dello zucchero???
    E dove sarebbe il vantaggio sulla dieta dell’aspartame rispetto allo zucchero, se negli USA in tanti sono obesi???

  37. pifo

    Ad esclusivo uso e consumo didattico di Filippo Facci:
    Un campione di controllo di 1000 topolini che non ha assunto Aspartame mostra una incidenza di una certa patologia tumorale del 5% ovvero 50 topolini si sono ammalati in un certo lasso di tempo.
    In un secondo gruppo di test di 1000 topolini ai quali e’ stato somministrato Aspartame per lo stesso lasso di tempo si riscontra l’incidenza della stessa patologia su 60 topolini, ovvero il 6%.

    Si dice allora che, all’interno della affidabilità’ del test ovvero con una certa probabilità’ di errore calcolata in fase di ideazione del test e in genere non superiore ad una certa soglia (normalmente e’ il 5%), l’Aspartame aumenta il rischio di sviluppare quella patologia tumorale del 20% [( 60-50)/50 *100].
    Saluti.

  38. Roberto Baudizzone

    Leggo con attenzione la sua (forte) critica a Report. E su alcuni punti la trovo convincente.
    Ma su altri meno:
    1 – il fato che uno studio iniziale sia stato evidentemente falsificato non è sufficiente a far calare serissime ombre sulle conclusioni di tale studio?
    2 – il fatto che così tanti scienziati siano in conflitto d’interesse non genera sospetto?
    3 – l’istituto Ramazzini lo vedo criticato solo perché ha usato un metodo irrituale (saltando la peer review), sia pure su un aspetto importante. Ma non è un po’ poco per dire che i suoi risultati sono inattendibili?
    4 – l’argomentazione del Ramazzini riguardo all’età iniziale e finale delle cavie mi pareva molto seria. La si contesta?

    In definitiva, le critiche a Report arrivano solo alla conclusione che “non esistono prove che l’aspertame faccia male alla salute”. Però il gioco è proprio a considerare le prove non convincenti. E se a dirlo sono gli “esperti” pagati dalle aziende produttrici ed utilizzatrici, il dubbio è legittimo

    Saluti

  39. ama

    Aspartame e sorbitolo, sappiamo da anni essere nocivi, ma perchè non passare al fruttosio? Mi sembra talmente banale, come conseguenza.

  40. dabon

    Il suo articolo è palesemente insinuante e inconcludente.

    Cito solo alcuni punti:

    è vero che ci sono molti studi contrastanti sull’aspartame, ma è anche vero che la maggior parte di quelli “rassicuranti” sono finanziati dall’industria, mentre la maggior parte di quelli “preoccupanti” sono studi di ricercatori indipendenti. Il caso della dott.ssa Magnusson che lei cita conferma questa evidenza. La Magnusson è la “voce scientifica” di CocaCola.
    basta fare una piccola ricerca:
    http://www.beverageinstitute.org/en_us/pages/expert-straight-facts-on-aspartame-and-health.html

    Non ha senso, come lei fa, citare FDA e EFSA come voci autorevoli: il servizio intero dimostra come dietro a queste agenzie ci siano Lobby e interessi che guardano agli interessi economici più che alla tutela della salute pubblica. (si riveda il servizio). Questo è dimostrato anche dalla storia della “travagliata approvazione” dell’aspartame negli USA, che è avvenuta nel momento in cui Reagan è diventato presidente (e il noto onest’uomo Donald Rumsfeld era a capo della Searle… sì guardi proprio lo stesso Rumsfeld che aveva le prove delle Armi di distruzione di massa in Iraq, insomma uno di cui ci si può fidare)

    Non so se l’acqua ha una dose consigliata, fatto sta che l’aspartame, come molti additivi, ha una dose massima AMMISSIBILE non consigliata. Questo a dimostrazione che sopra una certa dose è pericoloso. Il modo in cui poi questa dose è stata decisa è spiegato nel servizio.

    Si ricorda proprio male quando dice che gli studi del Ramazini non furono pubblicati su riviste scientifiche ma comunicati in conferenze stampa. Un giornalista serio non va a memoria, si documenta.

    Capisco che le faccia piacere sparare su Report, sarà livore, sarà presunzione di anticonformismo, ma se proprio lo deve fare non si renda ridicolo.

    Il punto di fondo è: il principo di precauzione che scegliamo. Io credo che la precauzione da usare sia: finchè non mi dimostri che un prodotto non è nocivo SENZA OMBRA DI DUBBIO, quel prodotto non va sul mercato. Oggi invece il ragionamento prevalente è: il prodotto va sul mercato finchè qualcuno non dimostra senza ombra di dubbio che è nocivo. Vale per l’aspartame, i cellulari, gli additivi in genere, gli ogm, i pesticidi ecc…

  41. Alessandro

    Scusate ma forse non vi é chiara una cosa:
    L’aspartame nel corpo umano viene scisso in tre componenti una di queste é alcool metilico (o meglio metanolo).
    Non vi ricorda niente??
    Il vino killer al metanolo?
    E’ uno scandalo che abbiano permesso di approvare una sostanza che fa molto male senza curare qualche malattia.
    Ognuno é libero di fare quello che vuole io ne sto alla larga.
    Il problema poi é in quei paesi in cui non vige l’obbligo della dichiarazione degli ingredienti!
    Il mondo non finirá con l’aspartame ma se per questo nemmeno gli tsunami l’hanno fatto finire, ma se permettete io preferisco evitarli

  42. pifo

    Allora, se ci si va a rileggere per benino la controversia sull’Aspartame riepilogata su:
    http://en.wikipedia.org/wiki/Aspartame_controversy#cite_note-69

    si scopre che non e’ assolutamente vero, come sostiene Menietti, che il Ramazzini non abbia sottoposto i suoi lavori a revisione peer-review.

    Gli studi del Ramazzini sono stati certamenti criticati e confutati su alcune riviste e soprattutto dagli Scientific Panel della EFSA, della FDA, della Health Canada e della commissione del Governo Inglese sulla cancerogenicità’ degli additivi ma a loro volta erano stati pubblicati tra 2006 e 2007 su:
    Annuals of NY Academy of Science (pubblicato dalla Wiley) e su Enviromental Health Perspectives, rivista edita a peer-review del National Istitute of Enviromental Healt Science.

    Nel 2007 un gruppo di esperti del CSPI aveva pubblicato su International journal of occupational and environmental health e su Science un invito alla FSA a riconsiderare il lavoro del Ramazzini.

    Questo per ribadire che si possono discutere e confutare metodologia e conclusioni ma non mettere in dubbio la rispettabilita’ scientifica dell’Istituto e la sua “ortodossia”.

    Saluti.

  43. emanuele menietti

    non ho scritto che gli studi del ramazzini non furono sottoposti a peer-review, ho scritto citando a memoria che i risultati furono presentati in una conferenza stampa prima che fossero pubblicati con quel sistema. grazie, ciao.

  44. crice

    Ben vengano i programmi chiarificatori o comunque che generino delle discussioni.
    Secondo lei, dovremmo essere tutti sempre all’ oscuro di tutto ?
    o per capirci qualcosa sfogliare riviste scientifiche incomprensibili ?
    La ricerca deve essere finanziata e controllata da organismi pubblici apolitici e non dalle stesse industrie.
    E’ ovvio che ricercatori e scienziati lavorino con l’ industria per campare, ma automaticamente sono di parte, come francamente lei mi sembra.
    non cordiali saluti da un povero cittadino sempre più incazzato

  45. GFS

    “Nella puntata si è anche sostenuto che dovrebbero essere le autorità come la FDA e la EFSA a indicare alle aziende centri di ricerca affidabili per verificare la potenziale pericolosità delle nuove sostanze, evitando così il meccanismo per cui sono le società a occuparsi di far realizzare gli studi da presentare agli organismi di controllo. Non è però chiaro perché un sistema simile dovrebbe offrire più garanzie. ”
    Come può una ricerca svolta da un centro di ricerca di fiducia di una multinazionale essere attendibile quanto quello svolto da un centro di ricerca indipendente?
    Come si fa a ignorare un conflitto di interessi di tali dimensioni?
    A me l’articolo è parso più tendenzioso dell’inchiesta di report, che, nonostante le possibili imprecisioni, ha il merito di indurre una maggiore consapevolezza nel consumatore.

  46. pifo

    Menietti,
    sono d’accordo: quel “saltando”, unito al successivo “precedente”, puo’ essere interpretato come un “anticipando”.
    E sono anche d’accordo nel giudicare “inopportuna” la pratica che si sta diffondendo in certi ambienti di anticipare i risultati “sensazionali” di un certo lavoro alla stampa prima che esso sia stato sviscerato e passato al vaglio dalla comunità.
    Pero’ , poiche’ i lavori pubblicati dal Ramazzini sull’argomento sono stati almeno 3, Lei “non si e’ preoccupato” di verificare come sono andate le cose dopo la conferenza stampa (in realta’ anche quei risultati vennero pubblicati nel 2005 su una “rivistina” della Societa’ Italiana Tumori, L’European Journal of Oncology) lasciando aperto un “buco nero” nel quale si sono infilati tutti i commenti dei “moralisti del metodo”, quando invece si potrebbe affermare che se i risultati Ramazzini sono divenuti “discutibili e opinabili” e’ proprio perche’ l’Istituto si e’ completamente allineato alle procedure ortodosse della pubblicazione.

    E’ difficile, anche per un giornalista professionista, seguire e poter riferire l’evoluzione di un dibattito scientifico sulla letteratura specialistica. E’ impossibile e forse anche ingiusto pretendere dalla stampa altissimi gradi di precisione.
    La formazione di una opinione e la ideazione di una strategia per la sopravvivenza pero’ sono processi che spesso non necessitano di questi alti gradi di precisione, di verita’ scientifiche conclamate ma, assai piu’ modestamente, di nozioni empiriche, di capacita’ di astrazione e di estrapolazione e di elementari principi di cautela.
    Se l’Homo Sapiens Sapiens e’ riuscito a “sopravvivere” per almeno 200.000 anni prima dell’avvento del “metodo” vuol dire che non era poi cosi’ “Stultus Stultus”.
    Tra 100 anni l’uomo della strada sapra’ che l’Aspartame e’ totalmente innocuo, si sara’ perso “qualcosa” se ne avra’ consumato un po’ meno oggi?
    Io credo che in questa ottica la trasmissione di Report, nonostante il suo grado di approssimazione, abbia svolto un buon servizio di informazione.
    Saluti.

  47. gpc

    La cosa veramente preoccupante è che oggi nelle nostre società cosidette evolute se fai del terrorismo alimentare ottieni un successo enorme , se dici che cose come stanno e con buosenso nessuno ti ascolta . Temo che in numero degli ipocondriaci sia in aumento con progressione geometrica . I veri problemi per cui lottare sono altri .
    Ad esempio la mancanza di cibo per miliardi di persone altro che aspartame !!!!

  48. Arturo

    Ciò che non capisco in questa faccenda è tutto questo desiderio di improvvisarsi reviewer da parte del primo venuto. E’ così difficile telefonare a un paio di professori italiani di buone credenziali e intervistarli?

  49. stefano

    Che significa “in dosi ragionevoli”? Ragionevoli è un’unità di misura? Quanto pesa la dose ragionevole? Quanti millilitri o milligrammi? Se c’è un minimo rischio io vorrei che qualcuno me lo dicesse. Se loconosci lo eviti. Tu, Emanuele Menietti, da che parte sei? Hai mai parlato di aspartame? Milena Gabbanelli lo ha fatto

  50. @cervelletto –

    >@akiro “10 caramelle, 4 merendine e 2 bibite sembrano veramente
    >tante??”
    >si,sono fottutamente tante:se tu fossi genitore e lasceresti
    >mangiare tutta questa merda ai tuoi figli,proporrei l’affidamento

    Benissimo, io ci sto.
    Attento solo che se cambiamo 2 merendine con 2 yogurt, qualche caramella con un po’ di farmaci per l’asma, una bevanda gassata con del thè alla pesca. Un gelato dopo cena siamo al punto di prima ed il “cibo spazzatura” è diminuito.
    Nemmeno l’Eternit fa male se ce l’ha sui tetti solo un cittadino di Caronno Pertusella, ma se ad averlo sono in 50, 100, 1000 compaesani?

  51. Per l’EFSA il limite è di 40 milligrammi per chilogrammo, per la FDA la soglia è più alta e pari a 50 milligrammi per chilogrammo.
    Considerando che l’impiego dello aspartame nei prodotti medicinali e dietetici e’ quasi totale, una persona affetta da particolari patologie, quali diabete o obesità, risulta essere seriamente a rischio. Va considerato anche l’eventuale accumulo di tali sostanze nello organismo. L’aspartame e’ presente nella quasi totalità di prodotti sugar-free. Perche’ vennero comprate dei dipendenti della FDA da parte della Searle. Delle quali si parla in Report ma che qui non hai menzionato.
    Il discorso che hai fatto lo potrei accettare se tali studi mettessero in risalto controindicazioni relative ad un farmaco con comprovata efficacia, non per un semplice edulcorante del quale possiamo fare tranquillamente a meno.

  52. Mario Giacompolli

    Non sono competente in materia di aspartame, per questo leggo, ascolto e cerco di capire. La invito a fare altrettanto, anche se lei dovesse essere esperto in materia, perchè la FDA, benchè abbia al suo interno tanti esperti competenti, sembra essere assai mal diretta, e troppo sensibile alle pressioni delle lobby dei grandi gruppi e alle pressioni del potere politico.
    Se sa l’inglese le consiglio di collegarsi al sito:
    http://www.biointegrity.org/ext-summary.html
    e a dare eventualmente un’occhiata alla home page del sito stesso, dove tra l’altro potrà leggere la conclusione della causa legale intentata contro la FDA, di cui riporto qui sotto le ultime frasi:
    “On balance, our lawsuit accomplished a lot by exposing the FDA’s fraud and revealing the unsoundness of its policy and the irresponsibility of its behavior. Even though we failed to overturn the FDA’s policy, the court’s ruling refutes the standard claims of the biotech industry about the rigor of FDA oversight and the proven safety of its own products. It gives the FDA nothing to be proud of nor does it give the biotech industry anything to brag about. But it does give all consumers something to be very concerned about.”
    La causa è del 1998 e la conclusione è del 2003

    saluti

    mg

  53. roberto cerini

    Caro Signore,
    mi rivolgo all’autore dell’articolo sull’aspartame e contro l’affidabilità delle fonti del reportage di Report. Il suo modo di fare informazione somiglia molto ai sistemi scientifici di cui si parla nello stesso articolo, quelli che difendono e stanno dalla parte delle lobbyes che fino a prova contraria non sono proprio il massimo della correttezza e che come obiettivo principale devono fatturare quattrini per sopravvivere. Vogliamo essere ragionevoli oppure girare a vuoto con argomentazioni per nulla scientifiche? Si, scientifiche, ma per scientifico intendo quello che realmente i ricercatori non asserviti all’industria studiano come servizio pubblico a difesa dei diritti dei consumatori che non possono essere annoverati tra gli Einstein o Darwin per poter difendere la propria salute. La FDA che cita ripetutamente usa metodi di ricerca piuttosto criticabili considerando che nessuno può giudicarne l’attendibilità o meno, e il fatto che sia un organo riconosciuto non significa che questi siano appunto attendibili. Lei sa meglio di me che l’industria non può essere giudice di se stessa, direttamente o indirettamente, soprattutto perché dobbiamo non dimenticarci che lo stato (la classe dirigente) e l’industria stessa sono quasi sempre la medesima entità. Si informi su come la FDA decide se un farmaco è efficace e il suo utilizzo “sicuro” e poi mi dirà se rispecchia l’etica ed il criterio scientifico per cui nella facoltà di medicina di tutte le università del mondo, si giura fedeltà (giuramento di Ippocrate). Il suo ragionamento mi è sembrato a dir poco labirintico: non servono tante parole per esprimere chiarezza quanto fatti e dimostrazioni “pratiche”, quelle che a chi si occupa di alzare i fatturati non piace mettere a conoscenza di tutti noi che siamo considerati prodotto da macello. Se le sembra un po forte come affermazione vuol dire che io mi sbaglio e loro hanno ragione. Io ci tengo alla mia pelle e a quella del mio prossimo, lei invece riduce lo scetticismo (per altro di diritto) a folli ipotesi di complottismo come solitamente usano fare i benpensanti quando vogliono screditare chi, secondo loro, è sempre contro. Lei è liberissimo di farci anche i tuffi nell’aspartame, ma lasci che chi patisce i soprusi di queste lobbyes abbia almeno il diritto di criticarne il comportamento e di informare chi non ne è a conoscenza. E’ un diritto fondamentale per chi crede che la democrazia serva a far rispettare i diritti dell’intera umanità.

  54. Giorgio

    Riguardo la famosa conferenza stampa sullo studio del Ramazzini sull’aspartame, forse è il caso che il signor Menietti s’informi un pochino di più, invece di credere subito a giornali e riviste (tipo Forbes, tanto per intenderci), che hanno tutta convenienza a sparare sulla ricerca indipendente.
    Ecco la presentazione originale di tale conferenza:
    “Il Presidente del Consiglio Comunale di Firenze e la rivista l’Ecologist Italiano invitano la signoria Vostra ad intervenire alla conferenza stampa su:
    Prima Dimostrazione degli Effetti Cancerogeni Multipotenti dell’Aspartame: in stampa nella rivista scientifica Environmental Health Perspectives
    La cancerogenicità dell’aspartame, un dolcificante artificiale molto diffuso, è stata studiata nei laboratori sperimentali del Centro di Ricerca sul Cancro della Fondazione Europea di Oncologia e Scienze Ambientali “B. Ramazzini” di Bologna.
    L’articolo su “Prima dimostrazione degli effetti cancerogeni multipotenti dell’aspartame somministrato nel cibo a ratti Sprague-Dawley” è stato accettato per pubblicazione questa settimana dalla rivista scientifica peer-reviewed “Environmental Health Perspectives” (EHP).
    Lo studio dimostra che l’aspartame, somministrato a vari dosaggi nel cibo, causa un aumento statisticamente significativo di linfomi-leucemie e tumori maligni del rene nei ratti femmine e tumori maligni dei nervi periferici nei ratti maschi.
    EHP è pubblicato dal National Institute of Environmental Health Sciences che fa parte del Dipartimento di Sanità del governo USA. EHP, una rivista di libero accesso, è classificata tra le prime due riviste scientifiche nel settore delle scienze ambientali e fra le prime cinque di sanità pubblica. L’articolo è disponibile gratuitamente online http://ehp.niehs.nih.gov/docs/2005/8711/abstract.html
    La conferenza stampa si terrà giovedì, 24 NOVEMBRE 2005 alle ore 11.30 presso la Sala Incontri di Palazzo Vecchio, Comune di Firenze.”

    Studio accettato da EHP… mica pizza e fichi!

  55. rosario ortu

    sta di fatto che dopo anni di ricerche l’aspartame continua ad essere usato…chiediamoci perche’.l’unica soluzione e'” prevenire e’ meglio che curare”,una veloce lettura dei componenti di una bevanda o di un chewing gum ci permettera’ di lasciarle sul bancone optando per un prodotto piu’ sicuro.

  56. Marcellino Manzato

    Sembra che lei, caro signore, abbia una gran smania di asserire che l’aspartame è cosa buona. Perchè lo fa? Ha qualche interesse personale in questo ambito? Mi sembra che ci siano ampie ragioni per avere dei dubbi riguardo all’aspartame.

  57. Davide

    Personalmente come Tecnologo Alimentare non mi azzarderei ad utilizzare una molecola per produrre alimenti o medicinali senza aver fatto i test e le analisi di cancerogenicità in merito appunto all’aspartame. La coca-cola invece è partita a gonfie vele ad utilizzarlo senza fare accertamenti. Purtroppo la logica del profitto viene prima della salute umana.

  58. Giacomo Eldorado

    Pare che ci siano due linee di pensiero, una pro e una contro! Bene poco importa. Per favore mi fate una lista di tutte quelle società che usano dolcificanti sintentici per vendere le loro merendine, bibite, caramelle o quant’altro perchè, nemmeno per sbaglio vorrei mettere, vorrei mettere in bocca un tale prodotto, aldilà del limite consigliato.
    Il limite consigliato è bene che lo usi colui che è favorevole.

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