Invecchiare sul Web

Tempus_fugit_2 Quando aveva 19 anni, Noah Kalina decise di fotografare la sua faccia ogni giorno: era l’11 gennaio del 2000. Nato un po’ per scherzo, il progetto “Noah K. Everyday” è andato avanti e, ad oggi, sono più di 2600 le fotografie scattate dal fotografo.

Ora 26enne, Noah vive a Brooklyn (New York) dove svolge la sua attività di fotografo. Dal 2000 a oggi è mancato al suo “rito” una ventina di volte ma, assicura, negli ultimi tre anni non ha perso un solo giorno della sua vita. Da curiosa attività, quella di fotografarsi quotidianamente il viso è diventata una routine irrinunciabile. Ovunque vada, Noah si porta dietro una macchina digitale e a un’ora prestabilita del dì si fotografa, qualunque cosa stia facendo in quell’istante.
Sul suo sito web, molto essenziale, sono visibili tutte le fotografie del progetto. È così possibile vedere Noah ragazzo diventare adulto, in una sequenza di scatti a tratti ossessivamente inquietante. Proprio come accade con chi abbiamo sempre vicino nella quotidianità, scorrendo le fotografie è difficile cogliere pienamente il progressivo invecchiamento di Noah. Ma se osserviamo gli scatti a intervalli regolari, l’effetto è a dir poco impressionante.


Noah1 Noah2 Noah3
Gennaio 2000 Dicembre 2003 Febbraio 2007

L’iniziativa apre diverse riflessioni sul ruolo moderno della fotografia. L’introduzione del digitale ha segnato una nuova rivoluzione, comparabile all’introduzione del negativo e alla conseguente riproducibilità tecnica del reale. Si stima che ogni giorno vengano immesse nella rete centinaia di milioni di nuove fotografie. L’atto creativo diventa così sempre meno artistico, ma una tappa routinaria delle nostre esistenze. Un momento per congelare la realtà, per fermare un fotogramma di un mondo sempre più veloce e incontrollabile.

Link
+ L’essenziale sito Noah K. Everyday e il sito The Adaption to my Generation di un altro fotografo di se stesso day-by-day.

Rassegna stampa

Italiani, popolo di santi, poeti, navigatori e. Diamo un’occhiata a una certa nostra notiziola trattata dai giornali esteri.

Prodi aide won’t quit over photo with prostitute
Scotsman, UK

PM’s aide to stay despite photograph scandal
Gulf News, United Arab Emirates

The photo and the Italian political aide
Euronews.net, France

Italian PM’s aide hit by prostitute photo scandal
San Diego Union Tribune, CA

The paparazzo, the spin doctor and the trans-sexual hooker: only in Rome
Independent, UK

Colaborador de Prodi desata escándalo por foto con prostituta
Reuters América Latina

Un escándalo sexual salpica al portavoz del nuevo Gobierno italiano
ABC Espana

Principal assessor de Prodi não renunciará após escândalo
estadão.com.br

Porta-voz do governo italiano envolvido em escândalo sexual
Euronews

Proibido publicar notícias sobre vida privada
Portugal Diário

Prodi-Sprecher geht in Foto-Skandal in Offensive
EuroNews

Chanteurs van Italiaanse prominenten gearresteerd
Algemeen Dagblad

Silenzio sul Darfur

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Sono decine le guerre dimenticate che quotidianamente riguardano questo mondo. Dal 2003 nel Darfur, regione occidentale del Sudan, si sta consumando uno dei più duri conflitti del continente africano. La maggioranza nera è costantemente sobillata dalla minoranza araba dei Janjaweed, torbidamente appoggiati dal governo sudanese, che mirano al controllo della regione con continue e numerose scorribande.

Nel Darfur non si sta consumando semplicemente una guerra, ma un genocidio. In meno di tre anni il conflitto ha causato la morte di 300.000 persone e prodotto oltre due milioni di sfollati. Eppure, di questa tragedia umanitaria si parla pochissimo, le televisioni italiane hanno dedicato all’argomento poco più di un paio d’ore nel 2006. Sulle reti Rai siamo arrivati al paradosso che per sentire parlare di Darfur sia necessario guardare la serie statunitense ER – Medici in prima linea, unico programma ad aver affrontato – con un episodio monografico – il problema, dopo mesi di silenzio del servizio pubblico.

Si stima che ogni giorno trenta milioni di italiani guardino un telegiornale, ma meno di un terzo sappia che cosa stia accadendo in Sudan. Gianni Riotta (Tg1), Mauro Mazza (Tg2), Antonio Di Bella (Tg3), Emilio Fede (Tg4), Carlo Rossella (Tg5), Andrea Giordano (StudioAperto), Antonello Piroso (TgLa7), dove siete? Non esistono solamente i flirt dei principini d’Inghilterra.

Alcuni mesi fa è partita l’iniziativa Italian Blogs for Darfur, dal cui sito è possibile inviare un appello agli organi di informazione italiani affinché venga dedicata maggiore attenzione al genocidio che sta interessando il cuore dell’Africa. Sulla situazione politica sudanese si possono avere le opinioni più disparate, ma 300.000 morti non sono un’opinione. Sono una catastrofe.

Link
+
Italian Blogs for Darfur (IB4D), da cui è possibile sottoscrivere l’appello ai media italiani. Sempre sul blog è disponibile un kit per aggiungere al proprio sito un banner per pubblicizzare l’iniziativa.