O bella ciao marketing

Chi di voi questa estate dovesse andare in vacanza a Città del Messico non pensi a una scampagnata della ANPI se sentirà risuonare le note di “Bella Ciao“. Non starete ascoltando nessuna commemorazione fuori confine, ma semplicemente una pubblicità per il lancio di una bibita della Coca-Cola.

I creatori che hanno ideato la campagna pubblicitaria, infatti, hanno pensato di usare una versione di “Bella Ciao” per i loro spot, in cui orde di persone si lanciano in corse a perdifiato fino allo sfinimento e all’arsura. E cosa c’è di meglio, per placare la sete, se non una nuova bibita bella fresca?
L’idea non è piaciuta molto alla comunità italiana presente in Messico, che ha lanciato un appello per chiedere alla Coca-Cola di cambiare la musica dello spot.

Furia in ufficio

Da alcuni giorni circola un video, ripreso da una telecamera di sicurezza, in cui si vede un impiegato che mette a ferro e fuoco l’intero ufficio.

Vero o falso che sia, il video dimostra non solo quanto e a quali livelli possa spingere la rabbia, ma anche alcune delle più importanti dinamiche osservate dagli esperti di psicologia sociale, che si occupa del comportamento dei singoli all’interno dei gruppi, valutando in alcuni casi gli stessi insiemi di persone come entità uniche e proiettate verso il medesimo comportamento/obiettivo.
Osservando il filmato, noterete che per alcuni minuti nessuno dei presenti cerca di fermare il collega impazzito, benché questi stia mettendo a ferro e fuoco l’intero ufficio. Questa inazione collettiva è motivata dalla stessa natura umana che, in maniera più o meno inconscia, non ci induce ad assumere – in particolari condizioni di emergenza – comportamenti pro-sociali quando ci troviamo attorniati da altre persone. L’istinto spinge la maggior parte delle persone a conformarsi all’atteggiamento degli altri, pensando che prima o poi qualcuno interverrà per rimediare all’emergenza.

Per dimostrare questo comportamento, negli anni ’60 un gruppo di psicologi condusse un esperimento. A un certo numero di persone fu commissionata la compilazione di un questionario. In un caso, un solo individuo veniva collocato in una stanza, in un altro più individui dovevano rispondere alle domande condividendo lo stesso luogo. Dopo un po’ di tempo, gli psicologi provvedevano a far entrare a sorpresa del fumo nella stanza per valutare la reazione dei volontari alla situazione d’emergenza.
Nel primo caso, con un solo individuo nella stanza, i ricercatori registrarono una reazione immediata del volontario che, avvistato il fumo, abbandonava la sua scrivania per capire che cosa stesse accadendo nella stanza. Nel 75% dei casi, la reazione avveniva entro 5 secondi dall’introduzione del fumo. Nel secondo caso, invece, i volontari che condividevano la medesima stanza mostravano qualche reazione all’emergenza in appena il 10% dei casi.

Così come nel caso dei volontari e del fumo, anche gli individui colti di sorpresa dalla furia distruttiva del loro collega sono ricaduti in una “ignoranza pluralistica” che li ha portati a non agire fino a quando la situazione non è completamente degenerata. L’intervento di un coraggioso paciere spezza questa condizione, inducendo anche altre persone a intervenire per placare definitivamente il forsennato distruttore.

Contrappunti alimentari

FaoSi sono presi diplomaticamente a pesci in faccia, quelli che vorrebbero sfamare un miliardo e mezzo di affamati, i rappresentati delle varie nazioni intervenute nei giorni scorsi al vertice della FAO sulla fame nel mondo.
Dopo estenuanti contrattazioni, si è giunti a una dichiarazione finale ben distante dalle alte affermazioni fornite all’inizio del summit. Il vertice non ha risolto il problema, ha nascosto sotto al tappeto la questione e l’ha semplicemente rimandata, come ormai avviene da anni.

Cuoconaz Negli stessi giorni, il cuoco ufficiale della Nazionale di calcio italiana faceva sapere di essere partito per gli Europei con un carico di: 15 prosciutti crudi, 5 forme di Grana Padano da 35 Kg circa l’una, 14 bresaole intere, 100 litri di olio extravergine, 100 chili di pomodori pelati, 140 chili di pasta e una vagonata di crema al cioccolato.

Le crociate dei miracoli

Grazie alle repliche delle repliche delle repliche replicate dalle repliche in replica delle repliche televisive, quasi tutti noi conosciamo Benny Hill, il paffuto comico britannico con le sue gag accompagnate dall’infernale motivetto “Yakety Sax“. Meno noto in Italia è, invece, un peri-omonimo del comico inglese, un certo Benny Hinn, il più famoso telepredicatore d’America.

BennyhinnToufik Benedictus “Benny” Hinn è del 1953 e nel 1983 fonda il Christian Center di Orlando, iniziando il suo ministero, che dopo pochi anni lo porta in molte delle televisioni confessionali d’America. Personaggio carismatico e un po’ spregiudicato, Benny Hinn ottiene un discreto successo. Come una rockstar, Hinn organizza tour in giro per l’America, riempiendo palazzetti sportivi, arene e stadi di spettatori, pronti ad ascoltare e mettere in pratica le sue raccomandazioni.

Nascono così le “Miracle Crusades“, le crociate miracolose condotte da Benny Hinn per sconfiggere il demonio da quelle persone colpite dal male, sottoforma di cancro, disfunzioni corporali, tossicodipendenza e tutto ciò che merita di “essere curato nel nome del Signore”. Durante le sue adunate oceaniche, Hinn raccoglie sul palco poveri e derelitti infondendo in loro “the touch”, il tocco di Dio, che divinamente promanerebbe dalle mani del telepredicatore.
Chi viene colpito dal tocco cade inesorabilmente a terra, in uno stato di trance: uomini, donne, bambini, anziani, cadono tutti sul palco sotto lo sguardo di Benny Hinn, mentre l’orchestra alle sue spalle continua a suonare inni e lodi al Signore.

Secondo diverse inchieste giornalistiche, dietro al tocco di Benny Hinn e alle sue crociate dei miracoli si addenserebbero numerose ombre. Pare che i miracolati dal telepredicatore non siano altro che comparse, disposte ad arrotondare mettendo in scena la farsa ordita da Hinn sul palco. Ma non sono solo i giornalisti ad avere profondi dubbi sul sedicente pastore americano.
Durante lo scorso inverno, il senatore Chuck Grassley ha annunciato l’avvio di una indagine da parte della Commissione Finanza del Senato americano nei riguardi di Hinn, sospettato di aver utilizzato le numerose donazioni dei suoi adepti per trarre profitti personali. L’indagine è ancora in corso e presto il telepredicatore potrebbe essere costretto a difendersi dalle accuse molto pesanti del Senato.