Tenco, 40 anni dopo

Tenco_1 «Io ho voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato inutilmente cinque anni della mia vita. Faccio questo non perché sono stanco della vita (tutt’altro) ma come atto di protesta contro un pubblico che manda “Io tu e le rose” in finale e ad una commissione che seleziona “La rivoluzione”. Spero che serva a chiarire le idee a qualcuno. Ciao. Luigi.»

Accanto a un bigliettino scritto a mano con queste parole, alle 2.15 della notte fu ritrovato il cadavere di Luigi Tenco nella stanza 219 di una dépendance dell’ Hotel Savoy di Sanremo. Era il 27 gennaio 1967.

Quarant’anni sono passati da allora, ma la morte di Tengo rimane nel ricordo di chi ha vissuto o sentito raccontare la storia di quei giorni. Molto si è detto, forse troppo, sulle innumerevoli ipotesi per giustificare un gesto così estremo, fino a gettare l’inquietante ombra di un omicidio, di un regolamento di conti. Ma a nulla è servita l’esumazione delle spoglie del povero Tenco nel 2005, se non a fomentare la curiosità dei dietrologi e dei complottisti affetti dalla sindrome di Dallas.

La curiosità, talvolta morbosa, sulla fine di Luigi Tenco ha oscurato per anni le sue canzoni, da Un giorno dopo l’altro Vedrai, vedrai:
«Vedrai vedrai
vedrai che cambierà
forse non sarà domani
ma un bel giorno cambierà».

Di un poeta come Luigi Tenco dovremmo avere sempre un ricordo, non solo in occasione delle ricorrenze o della consegna di premi riparatori durante Sanremo, che nel 1967 proseguì anche dopo la sua morte.


L’ultima esecuzione di “Ciao amore ciao” al Festival di Sanremo del 1967 è andata perduta. Nel video, l’unica registrazione – amatoriale – ancora esistente del brano cantato da Tenco.

Per approfondimenti rimando al documentatissimo sito dedicato al cantautore piemontese.
Informazioni sul Premio Tenco sono reperibili sul sito Web del Club Tenco.
Nel suo ultimo disco “Quelli degli altri tutti qui”, Claudio Baglioni propone una personalissima versione della magnifica “Lontano lontano” e di “Vedrai Vedrai” e “Un giorno dopo l’altro”. Sul sito della Sony-Bmg sono disponibili in preascolto.

4 Comments

  1. Latito

    Belli i tuoi video. Ricordi lontani tornati presenti. Bei tempi, dove tutto e tutti erano piú sensibili, onesti e veri. Si stava molto meglio.

  2. Bellissimo il tuo ricordo di Tenco. Hai ragione, al di là della tragica fine occorrebbe tenere in mente soprattutto il Tenco cantante-poeta. Certo il caso non si “chiuderà” mai…troppo ambiguo quello che accadde quella sera, dopo la notizia. E anche amici di Tenco pare che trovino poco sue le parole del biglietto che ha lasciato…
    Mah ora tutte queste riflessioni sono tardive, molte ipotesi e nessuna certezza. Meglio ascoltare la sua voce e comprendere i suoi testi.

  3. Sono contenta che tu abbia ricordato questo cantante così sensibile, una bella figura che sembrava non essere adatta con i tempi. Mi emozionano sempre le sue canzoni e le sue poesie

  4. Il poeta Alfonso Gatto ha scritto che «La morte di Tenco non è un fatto compiuto, ma un fatto da aprire ogni giorno come un atto d’accusa contro i soliti ignoti che sono al potere dell’acclamata viltà nazionale.» Da tempo mi interrogo su questa frase, ma forse la risposta è nei versi di Tenco.
    Giulia,
    hai ragione, Luigi Tenco era avulso dall’epoca in cui viveva… Era ancora inconcepibile scrivere “Mi sono innamorato di te, perché non avevo niente da fare”

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