Morire in treno

Binari

Conoscevo personalmente Ferdinando Borelli, l’anziano signore morto venerdì per infarto sul treno Savona-Torino e, incredibilmente, scoperto solamente al ritorno del convoglio da Torino a Savona.
Nando era un galantuomo, una persona d’altri tempi, sempre disposto a prodigarsi per la sua Torino che amava tanto. Aveva quasi quattro volte la mia età, ma mi sorprendeva sempre per la sua vitalità, per l’incredibile numero di impegni che riusciva a fronteggiare quotidianamente, cercando di non scontentare mai nessuno.

Lo immagino solo, seduto sul treno di ritorno dalla settimanale visita a Noli per accudire l’orticello della casa in Riviera. Se n’è andato nell’indifferenza generale. Probabilmente, come i tanti passeggeri che quotidianamente affollano quella tratta, chiunque di noi avrebbe immaginato che quell’anziano e distinto signore stesse semplicemente dormendo. Ma non riesco a togliermi dalla testa il pensiero del povero Nando fermo per un’ora in stazione, senza che nemmeno un’anima pia del personale ferroviario si sia presa il disturbo di provare a svegliare quell’uomo, avvisarlo di essere all’ultima fermata. Che ne sarebbe stato di lui se tutto fosse accaduto a luglio? Rinchiuso in un vagone, magari parcheggiato al sole per un paio di giorni.

Per uno strano gioco del destino, il giorno seguente ho preso anche io quel treno di ritorno da Savona. Non sapevo ancora della sua scomparsa. Mi chiedo cosa sarebbe potuto accadere se avessi preso quel treno 24 ore prima, se mi fossi trovato davanti quel garbato signore “assopito profondamente” sulla sua poltroncina di seconda classe. Forse avrebbe trovato prima il suo capolinea. Chissà.

Ciao Nando, fatla bon-a.

7 commenti

  1. E’ veramente dolce quello che hai scritto. Poi Noli mi ricorda mio padre, purtroppo l’ho perso quando avevo solo 23 anni. Quindi leggendo il tuo post su Nando mi hai rievocato una serie di ricordi che mi hanno emozionato.
    Sicuramente il Sig. Nando sarò stato accolto in un ambiente degno della sua signorilità: sennò che senso avrebbe questa vita.
    Un abbraccio.
    Antonio

  2. a me è successo qualche volta di addormentarmi in treno e di non svegliarmi al capolinea. se non fosse intervenuto il capotreno, a quest’ora avrei visto da vicino il deposito dei treni più e più volte… sti viaggiatori distratti!!

  3. Triste mercanzia dei giorni nostri certe notizie. Assurdo che nessuno abbia avuto il semplice gesto di scuotere il poveretto.
    Che mondo pieno di paurosi eroi…a parole.

  4. E’ un po’ triste morire soli in un treno, ma in fondo è un po’ come andarsene in tutti i sensi. Quello che scrivi è molto dolce e bello, Ciao Giulia

  5. Sai, anecoico, ho pensato la stessa cosa, quando ho letto questa triste storia sui giornali. Capisco che i compagni di viaggio non si siano accorti che fosse morto, io stessa non oserei avvicinarmi a un distinto signore anziano che dorme per controllare che sia vivo. Però indigna abbastanza che il personale delle pulizie veda un signore che dorme e non gli dica, “Si svegli, siamo arrivati, deve scendere sennò torna a Savona”. Questa indifferenza è davvero offensiva, tanto più che si trattava di una persona anziana. Un bel post, mi spiace per il dispiacere che starai sicuramente sentendo. Ciao

  6. Scusate il cinismo ma questo dimostra almeno 2 cose:
    1. nessuno pulisce i treni
    2. nessuno controlla più i biglietti e il personale è così scarso da non dare la minima assistenza.
    (prendo quel treno tutti i giorni e ne avevo già abbastanza la sicurezza di tutto ciò, questo lo ha confermato)

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