Al ladro!

Alladro Si dice che non ci sia praticamente nulla al mondo che un bel po’ di soldi non possano comprare. Probabilmente è vero, ma c’è anche chi sostiene che nulla a questo mondo non possa essere rubato. Se siete sopravvissuti a queste due massime, e all’accozzaglia di doppie negazioni, siete pronti per scoprire alcuni dei furti più curiosi degli ultimi tempi.

Quando Marla Maples, la compagna del danaroso Donald Trump, scoprì che più di quaranta paia delle sue preziosissime scarpe erano state rubate, decise di installare una videocamera nella sua stanza da letto per scoprire l’abile ladruncolo. Nel luglio del 1992 la piccola telecamera immortalò l’editore di Marla, Chuk Jones, intento a rubarle l’ennesimo paio di scarpe. Chuk era un feticista dei piedi e nel suo appartamento la polizia trovò centinaia di paia di scarpe che il baldo editore aveva rubacchiato ad amiche e clienti…

Nell’ottobre del 1989, qualcuno si intrufolò in uno dei laboratori della California Polytechnic University di San Luis Obispo (California, USA) e rubò liquido seminale ed embrioni di toro surgelati per la bellezza di 10.000 dollari. Gli embrioni furono ritrovati qualche giorno dopo, ma nonostante una taglia di 1.500$, il liquido seminale del toro non fu mai ritrovato. Brr…

Nell’agosto del 1992 la congregazione della prima chiesa battista di Houston (Texas, USA) decise di cacciare Robert L. White, uno dei reverendi della comunità. Il pastore, che non si oppose a questa sorta di licenziamento, decise di prendersi da solo il suo trattamento di fine rapporto. Grazie all’aiuto di un paio di amici, White riempì tre automobili, un pickup e un rimorchio con tutti gli arredi della chiesa in cui aveva servito il Signore per tanti anni. Tra gli oggetti compresi in questo "TFR fai-da-te" figurarono: i banchi per i fedeli, un organo a canne, tutti i paramenti, gli amplificatori e addirittura il pulpito. Niente male come indennizzo. Amen.

Appassionato di storia dell’aviazione, il maggiore dell’Air Force israeliana maggiore Isgmael Yitzhaki rubò un aereo della Seconda guerra mondiale, pilotandolo fino in Svezia. Qui, a migliaia di chilometri dal museo in cui aveva compiuto il furto, il maggiore riuscì a vendere il velivolo per la ragguardevole cifra di 331,000$. Come riuscì a rubare il velivolo dal museo? Semplice. Convinse il guardiano affermando di dover portare l’aeroplano a riverniciare…

El Dorado County, in California (USA), è un piccolo paradiso in Terra. Affascinati della bellezza e dal rigoglio della natura, Kay Kugler e suo marito B.J. Miller decisero di acquistare quaranta acri di terreno per edificare una piccola casetta. Non disponendo di molto denaro, decisero di acquistare una piccola capanna prefabbricata di tre metri per sei in cui passare le vacanze. Come ogni estate, nel luglio del 2003 la coppia raggiunse El Dorado per passare le ferie in quel piccolo angolo di paradiso. L’angolo c’era ancora, ma la capanna era stata rubata con tutto l’arredamento. Un trasloco in piena regola.

Infine la perla. Keith Bradfor, un tizio di 34 anni originario di Waterfod nel Michigan, amava bere qualche birra in un piccolo pub in stile irlandese. In balìa di una sbornia, Keith entrò a passo svelto e sicuro nella toilette degli uomini e, senza pensarci un istante, strappò letteralmente dal muro il distributore automatico di preservativi. Poi, con invidiabile nonchalance, l’improvvisato ladruncolo attraversò il pub abbracciato al distributore di preservativi. Il bottino? 48 confezioni di preservativi e 127 quarti di dollaro. E la sicurezza di non avere figli per un bel pezzo…

[via Canongate]

2 commenti

  1. senti questa! Non proprio furto ma, a mio parere, merita!
    Due ragazzi, arrampicandosi dalla grondaia e forzando lievemente la vecchia finestra, si introducono nella sala professori del liceo che frequentano.
    Sottraggono un pesantissimo busto in marmo di Platone e si dileguano nella notte. Ma non è finita! Si recano in un centro poco lontano dove risiede la loro insegnante di filosofia nota per la sua severità.
    Davanti alla sua porta abbandonano il povero busto con un cartellino al collo recante la scritta: “mi sono perso, per favore mi riporti a casa!”
    L’integerrisma insegnante, il giorno seguente, si presenta a scuola con il busto sottobraccio, lo ripone sul suo piedistallo senza neanche un commento, nè coi ragazzi, né col corpo docente. Fantastico!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *