Kefiah e draghi di latta

Varia_keffieh_iIl drago di latta sferraglia ormai in lontananza, sputando scintille su un tappeto ocra di foglie morte e marcite dalla pioggia.
Ancora una volta il 13 mi è passato sotto al naso, ma nulla potrà rovinarmi questa prima vera giornata di autunno, cupa e pungente come solo i primi freddi ai piedi dei monti di queste terre sanno essere. E invece.

– Scusa…
– Prego?
– Aspetti il tram?
(No figurati, quando piove mi piace sempre starmene zuppo d’acqua in piedi a non far nulla alle fermate dei tram… Mi trattengo)
– Eh, sì. Mi è proprio passato sotto al nas…
– Già, già capita. Posso disturbarti un momento tanto che aspetti?
(Ma che vuole questa?)
– Ok, dimmi pure.
– Ecco, cioè… la faresti un’offerta per i bambini ebbbbrei di Israele vittime di violenze palestinesi?
– Mah, potrei anche. Però, toglimi una curiosità.
– Tipo?
– Perché indossi la Kefiah e poi chiedi i soldi per i bambini ebrei?
– La kefi-che?
– La Kefiah, quel pezzo di stoffa che stai usando come sciarpa. Sai, da quasi un secolo è diventata l’emblema del nazionalismo palestinese.
– Ah, questa? (ridacchia) Naa, ma questa la uso solo perché oggi fa freddo…

Confusa, la ragazza.
Per mia fortuna arriva un altro drago di latta e mi toglie d’impiccio.

11 Comments

  1. Questa storia è incredibile! 😉
    Quando si perde la nozione delle cose e della storia, a partire dai simboli, siamo messi male..
    Un piccolo sorriso
    Mister X di COmicomix

  2. La moda è un rullo compressore, appiattisce tutto, anche i simboli.
    Ma è un male?
    Chi usa il montgomery sa da chi fu inventato e perché?
    La kefiah ripara bene dal freddo. E con la kippah in testa si sta anche meglio…

  3. Francesco

    …Curioso…Per quale motivo i bambini ebrei dovrebbero avere bisogno di soldi? Non mi sembra che Israele stia peggio di noi per quanto riguarda lo sviluppo socio-economico…

  4. L’amara Gaia

    Io non so perché sono così. Eppure ho avuto un’infanzia felice. (…) La mamma beveva, ma solo al mattino presto. I nonni avevano un giro di prostituzione nelle case di riposo che gli rendeva bene, ma gli lasciava il tempo

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