Idiozia in volo

Alitalia
 

Lundi 21 avril 2008

Interrogé par Alitalia afin de clarifier la situation juridique créée par l’interruption de toute négociation entre AIR FRANCE KLM et Alitalia, le groupe AIR FRANCE KLM a indiqué à la compagnie italienne que les engagements contractuels pris le 14 mars dernier en vue du lancement d’une offre publique d’échange sur Alitalia n’étaient plus valides, les conditions suspensives qui devaient être préalablement satisfaites avant tout lancement d’une offre n’ayant pas été remplies.

Dopo mesi di melina insostenibile, i francesi di AirFrance sono scappati a gambe levate dal casino italiano. Erano a detta di molti il miglior partner industriale possibile per Alitalia alla canna del gas da molti, direi troppi, anni.

Tanto per rinfrescarci la memoria,  con l’abbandono di Air France-KLM diciamo ciao:

  • alla più grande compagnia aerea per fatturato al mondo;
  • alla seconda società di trasporto aereo al mondo in termini di passeggeri per chilometro trasportati;
  • a una compagnia che può contare su un organico di oltre 100.000 unità, “posti di lavoro”;
  • a una delle società per azioni più competitive e sane di tutta l’eurozona;
  • a una compagnia che può contare su 569 aeromobili;
  • a una compagnia aerea che copre 248 destinazioni in tutto il pianeta;
  • a una compagnia che trasporta mediamente 74 milioni di passeggeri in un anno, praticamente tutta la Germania ogni 365 giorni.

 

10 commenti

  1. Per me l’Alitalia va chiusa, liquidata, fermata, estinta.
    Perchè dovremmo conservare una ditta che ci da enormi perdite mentre le famiglie non arrivano alla fine del mese.
    Perchè i dipendenti Alitalia dovrebbero mantenere un lavoro sovrapagato e superaccessoriato, mentre ci sono migliaia a migliaia di over-55 prepensionati con un calcione ed uno straccio di pensione?
    Ad ogni modo KLM+AirFrance sono tutto quello che hai detto, ma c’è un problemuccio extra: hanno dietro i loro governi ed i loro colossi industriali.
    L’obiettivo dell’acquisizione di Alitalia potrebbe mascherare lo scopo di smantellare l’hub industriale della Val Padana, già “stressato” dal blocco della TAV-merci di Torino.
    Il problema di KLM-AirFrance è il soffocamento del polo di Malpensa, a favore di due superhub a Lione ed Duesseldorf.
    Praticamente la nostra fine industriale e nessuno stato può permettersi di dipendere da centrali elettriche e snodi di trasporto dislocati all’estero.
    Poi c’è la questione dei sindacati.
    Qui va detto che la situazione sarebbe molto diversa se gli stessi sindacati avessero voluto sostenere un raggruppamento di dipendenti-azionisti in CdA.
    La nota miopia ha fatto si che il 20% delle azioni Alitalia sia nelle mani dei lavoratori che non hanno però una rappresentanza in CdA …
    Per quello che mi riguarda, poi, fare sciopero mentre c’è un’asta, significa interromperla, modificarla, indirizzarla, vincolarla, turbarla. Lo dice la parola.
    A maggior ragione se, come abbiamo visto, potresti stare nel CdA a dire la tua.
    Una volta la turbativa d’asta era un reato, anche piuttosto grave e perseguita con rigore.
    Oggi è solo un testo scritto sul Codice Penale.
    Vada avanti AirOne che ci ha saputo fare.

  2. Non si è ancora insediato ed il piccoletto ci è già costato 3000 milioni di euro. Chissà che casini che ci combina una volta incollato al seggiolone!

  3. Luca

    Avevo scritto questo commento ieri, ma forse ho sbagliato qualcosa e non è comparso.
    Dicevo che sarebbe ora di smetterla di mettere sullo stesso piano le responsabilità di sindacati e di dirigenza e istituzioni. Non è corretto, è troppo comodo scaricare su chi difende i lavoratori (magari anche in maniera errata o corporativa) da chi un’azienda un tempo sanissima dovrebbe dirigerla.
    Ripeto, le colpe ci sono anche nei sindacati, ma certamente le proporzioni sono enormemente diverse.
    Oggi vedo che questo modo di scaricare la responsabilità trova un illustrissimo protagonista.
    Il solito.

  4. I sindacati oltre a quest’ultima cazzata portano sulle spalle 20 anni di pessimo sindacalismo a spese dei contribuenti. Quanto a berlusconi cosa dire? Molte sue farneticazioni in argomento fano dubitare che si posa definire imprenditore. Ed essere uomo di stato non sa neppure cosa significhi. solo un padroncino di pessima lega: apunto!.
    luigi

  5. Per Marco.
    Avevo scritto: Qui va detto che la situazione sarebbe molto diversa se gli stessi sindacati avessero voluto sostenere un raggruppamento di dipendenti-azionisti in CdA.
    La nota miopia ha fatto si che il 20% delle azioni Alitalia sia nelle mani dei lavoratori che non hanno però una rappresentanza in CdA.
    Devi sapere che le azioni sono così divise: 20% lavoratori, 40% ministero, 40% borsa.
    Come ci hanno spiegato Minoli e Report quel 20% dei lavoratori non è aggregato, cioè non sono rappresentati al CdA ed ai tavoli.
    Hai idea di come andrebbe se un 1uinto delle azioni fosse al tavolo in mano ai rappresentanti dei lavoratori (dei sindacati Alitalia Dio ce ne scansi e liberi …) ?
    Questa è una responsabilità enorme.

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