Furia in ufficio

Da alcuni giorni circola un video, ripreso da una telecamera di sicurezza, in cui si vede un impiegato che mette a ferro e fuoco l’intero ufficio.

Vero o falso che sia, il video dimostra non solo quanto e a quali livelli possa spingere la rabbia, ma anche alcune delle più importanti dinamiche osservate dagli esperti di psicologia sociale, che si occupa del comportamento dei singoli all’interno dei gruppi, valutando in alcuni casi gli stessi insiemi di persone come entità uniche e proiettate verso il medesimo comportamento/obiettivo.
Osservando il filmato, noterete che per alcuni minuti nessuno dei presenti cerca di fermare il collega impazzito, benché questi stia mettendo a ferro e fuoco l’intero ufficio. Questa inazione collettiva è motivata dalla stessa natura umana che, in maniera più o meno inconscia, non ci induce ad assumere – in particolari condizioni di emergenza – comportamenti pro-sociali quando ci troviamo attorniati da altre persone. L’istinto spinge la maggior parte delle persone a conformarsi all’atteggiamento degli altri, pensando che prima o poi qualcuno interverrà per rimediare all’emergenza.

Per dimostrare questo comportamento, negli anni ’60 un gruppo di psicologi condusse un esperimento. A un certo numero di persone fu commissionata la compilazione di un questionario. In un caso, un solo individuo veniva collocato in una stanza, in un altro più individui dovevano rispondere alle domande condividendo lo stesso luogo. Dopo un po’ di tempo, gli psicologi provvedevano a far entrare a sorpresa del fumo nella stanza per valutare la reazione dei volontari alla situazione d’emergenza.
Nel primo caso, con un solo individuo nella stanza, i ricercatori registrarono una reazione immediata del volontario che, avvistato il fumo, abbandonava la sua scrivania per capire che cosa stesse accadendo nella stanza. Nel 75% dei casi, la reazione avveniva entro 5 secondi dall’introduzione del fumo. Nel secondo caso, invece, i volontari che condividevano la medesima stanza mostravano qualche reazione all’emergenza in appena il 10% dei casi.

Così come nel caso dei volontari e del fumo, anche gli individui colti di sorpresa dalla furia distruttiva del loro collega sono ricaduti in una “ignoranza pluralistica” che li ha portati a non agire fino a quando la situazione non è completamente degenerata. L’intervento di un coraggioso paciere spezza questa condizione, inducendo anche altre persone a intervenire per placare definitivamente il forsennato distruttore.

5 commenti

  1. Un proverbio arabo dice che “è l’ultimo filo di paglia quello che spezza la schiena al cammello”. Chissà quanti “fogli di carta” aveva già sulla schiena questo tizio…
    Comunque anch’io tante volte sono stato sul punto di spaccare tutto sul posto di lavoro. Invece sono uscito a fumarmi una sigaretta …
    Pace e benedizione
    Julo d.

  2. è banalmente un falso, para sia la promozione di un film. cmq è interessante chiedersi perché ci hanno abboccato tutti: talmente inverosimile da sembrare vero o un liberatorio, umanissimo sfogo a tutte le nostre frustrazioni?

  3. @ bour
    che potesse essere una patacca era nel novero delle possibilità, come del resto scrivo nel post… mi dici dove hai trovato la fonte che ti spinge a bollare il filmato come un banale falso? ieri ho cercato in giro per il Web e non ho trovato alcun riferimento alla possibilità che si tratti di un video virale et similia… 😉

  4. Pierbacco

    Visto che il bravo travèt non se l’è presa fisicamente con i colleghi, ho riso come sempre quando vedo la gente che si infuria.
    Non sarò normale, ma è così. Quando frequentavo le medie il professore di francese si esibiva in scenate simili a quelle di Sgarbi, tutto rosso e gesticolante. Parecchi compagni erano terrorizzati ed io non sapevo dove nascondermi perché non potevo trattenere il riso.
    E’ certo che se fossi stato in quell’ufficio e quell’esagitato avesse attentato alla mia scrivania avrei reagito con violenza. Ridendo. Pierbacco

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