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Boom!

Stamane noto una valigia abbandonata davanti al balcone di casa mia e subito mi torna in mente il falso allarme bomba di qualche anno fa.

Era una sera dell’estate del 2002, se non ricordo male, e qualcuno aveva lasciato una ventiquattrore accanto al portone dello stabile in cui abito. Evidentemente allarmato dalla presenza dell’oggetto abbandonato e memore di quel simpatico ed esplosivo periodo che furono gli anni Settanta, un intraprendente condomino decise di chiamare le forze dell’ordine per far rimuovere il potenziale ordigno.
Giunse un’auto di pattuglia della Polizia da cui saltarono fuori due agenti lievemente imbolsiti armati di torcia elettrica per esaminare la valigetta. Nessuno dei due osò nemmeno toccarla, la osservarono per un po’ come se quella piccola valigia rigida fosse un frammento di un meteorite magari abitato da qualche forma di vita aliena. Tornarono poi alla loro auto e confabularono qualcosa alla radio, dopodiché chiusero la via alle meglio con alcuni nastri di plastica e si misero ad attendere.

Dopo circa venti minuti giunsero gli artificieri e iniziarono ad armeggiare con la valigetta. Seguendo il caro vecchio principio di precauzione, decisi con i miei famigliari di trovare rifugio nel lato opposto della casa, non tanto per scarsa fiducia nei confronti degli artificieri, ma per evitare quella fastidiosa sensazione di una grandinata di cocci di vetro nella schiena e in faccia nel caso di una inaspettata deflagrazione.
Attendemmo circa un quarto d’ora e poi tornammo ad affacciarci. Un artificiere aveva appena aperto la valigetta che conteneva semplicemente vecchi ritagli di giornale. Ritirarono i loro nastri di plastica e si dileguarono nella notte.

Oggi è andata molto diversamente. Dopo circa un’ora è giunto il Carabiniere di quartiere, ha infilato un bel paio di guanti e con sprezzo del pericolo ha aperto la valigia. Niente artificieri o frasi a effetto alla Grissom, ma una semplice domanda al primo passante: “Scusi, dov’è il cassonetto più vicino?”. La valigia era vuota.