Il mostro al tribunale dell’Aja

Mrkaja
La burocrazia giuridica spesso non ha pari nelle formalità, collocandosi al limite del tragicomico.

Durante l’audizione preliminare del processo contro Radovan Karadžić, accusato di genocidio e considerato uno dei principali responsabili del massacro di Srebrenica, il giudice si è rivolto all’imputato con questa affermazione:

«Mr Karadzic, secondo il protocollo, la prossima udienza sarà fissata da qui a trenta giorni. Per lei andrebbe bene la data del 29 agosto o ha altri impegni?»

Passano pochi istanti e il giudice aggiunge:

«Le ricordo che sarà mantenuto in custodia qui all’Aja nel nostro carcere delle Nazioni Unite»

Quali “altri impegni” potrà mai avere un criminale di guerra appena estradato in un altro paese e trattenuto in carcere?
La risposta del poco collaborativo Karadzic supera, comunque, la singolare – seppur obbligatoria – domanda del giudice:

«Se non si tratta del 28 agosto per me va bene»

Che deve fare quest’uomo il 28?

2 commenti

  1. Pierbacco

    Chiaro. Il 28 agosto festeggerà Sant’Agostino con profonde riflessioni teologiche e non potrà essere turbato dalla giustizia umana. Pierbacco

  2. Dopo essermi pisciato addosso per la battuta di Pierbacco, cerco di ritornare serio… 😀
    Mah, non saprei dirti. Probabilmente gli si chiede se il giorno va bene perché “gli impegni” potrebbero consistere in esigenze particolari di difesa… immagino che in queste cose conti molto l’avvocato (come sempre, porcatroia).

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