Quel viso non mi è nuovo

Magritte
Sarà la mancanza di riflessi, sarà la miopia, sarà che sono sempre immerso in migliaia di pensieri contemporaneamente, ma difficilmente riconosco qualcuno a me noto quando passeggio per strada. In genere tiro dritto per poi associare l’identità della persona pochi secondo dopo averla sorpassata, aggiudicandomi una bella figura da cafone. Talvolta cerco di recuperare in corner con una piroetta, ma spesso mi chiudo nella mia sobria vergogna e faccio finta di nulla senza interrompere il passo.

Ecco, se mai finirò all’inferno il mio contrappasso sarà proprio questo: incontrare le persone a me note in continuazione e doverle riconoscere al primo colpo. Ciò implica, naturalmente, che buona parte delle persone che conosco finiranno all’inferno con me…

4 Comments

  1. un buon contrappasso sarebbe quello di guardarsi allo specchio e non riconoscersi più.
    …le vie del cervello sono infinite:)

  2. @ bour
    in realtà quasi tutte le mattine mi capita di non riconoscermi allo specchio… e non è bello 😀
    @ pim
    bentrovato nel club, caro mio 😉

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