10 commenti

  1. E quasi ancora più delirante è la smentita:

    «ovviamente, il tunnel di cui si parla nel comunicato di venerdì, non può essere per nessuna ragione inteso come un tunnel che collega materialmente Ginevra con il Gran Sasso. Questo è di facile intuizione per tutti e la polemica è assolutamente strumentale» […] «Il tunnel a cui si fa riferimento – prosegue la nota – è quello nel quale circolano i protoni dalle cui collisioni ha origine il fascio di neutrini che attraversando la terra raggiunge il Gran Sasso» […] «Questa polemica è dunque destituita di fondamento ed è assolutamente ridicola».

  2. lostella

    bah, sarà polemica strumentale ma lei ha scritto chiaro e tondo che l’italia ha contribuito con circa 45 milioni di euro a un tunnel tra ginevra e il gran sasso. c’è poco da strumentalizzare, è semplicemente una donna ignorante.

  3. ISABELLA CECILIOT

    Questa è il Ministro della Pubblica Distruzione. Dove sono andati a finire i 45 milioni di euro!!!!!!!!! Sempre la stessa schifezza!!!!!!!!!!!!

    ISA

  4. Albrecht

    vuol dire che allora lo costruiranno questo tunnel, sarà sempre più utile del pontedimessina

  5. Ma il punto, secondo me non è tanto sull’ignoranza in sé -sulla quale ci sarebbe comunque da soffermarsi e da chiedersi “ma come ti viene in mente di pensare che esista un “tunnel” del genere – ma nell’ignoranza comunicativa. Perché prima di rilasciare una dichiarazione ufficiale, non ti informi un attimo? Basta poco. Apri un sito e leggi. Così giusto per non far figure di merda e per rispetto dell’intelligenza di chi ti ascolta…ma il problema forse è proprio questo. Si permettono di dire certe cose, perché ci dipingono come decelebrati, asserviti e creduloni. E forse a ragione, presenti esclusi, s’intende!

  6. LA MENZOGNA AL POTERE.
    Ovvero: il potere della menzogna. Vince chi le spara più grosse.
    E’ un articolo di Paolo De Gregorio.
    Se la democrazia fosse una cosa seria, regole severissime dovrebbero proteggere i cittadini dalle falsità veicolate dai mezzi di informazione, perché il “popolo sovrano” forma le proprie convinzioni quasi esclusivamente guardando la TV, e in parte minore leggendo giornali, libri, riviste, in una campagna elettorale che dura 365 giorni l’anno, dove la “par condicio” che si instaura nella breve campagna elettorale, non scalfisce convinzioni abilmente costruite nel tempo.
    Questo impero di menzogne e omissioni, gestito direttamente da chi oggi è al governo, è preoccupato dal fatto che nella “rete” circolano, soprattutto tra i giovani, idee non manipolate né omologate, e presenta con urgenza una proposta di legge bavaglio con rettifiche obbligatorie e possibilità di querele, che limiterebbero di molto l’attività di blog e di giornali on-line.
    Nessuna sanzione invece è prevista per chi va in Tv e spara balle a raffica, come il ministro Ignazio La Russa che, nella trasmissione Ballarò, sostiene che la Borsa tedesca negli ultimi 10 anni ha perso il 30%, quella francese il 50%, quella italiana il 60%, a sostegno della invenzione berlusconiana che le cose vanno male per tutti.
    Si dà il caso che i dati ufficiali certificano che la Borsa tedesca è salita del 30%, quella francese è negativa del 25% e quella italiana è negativa del 50%.
    Sostenere cose false nelle comunicazioni sociali è gravissimo, perché ingenera false convinzioni che determinano scelte elettorali sbagliate e deve essere sanzionato con la esclusione dalle comunicazioni sociali.
    Berlusconi, in diretta TV, invitò a investire nelle sue aziende che, parola sua, andavano benissimo in Borsa, mentre Mediaset e Mondadori perdevano nel corso di un anno rispettivamente il 60% e il 40% del loro valore.
    Diffamare i magistrati bollandoli come “toghe rosse” senza aver mai dimostrato che un solo magistrato abbia truccato un processo o che abbia fabbricato prove false per odio politico (B. non ha mai denunciato un singolo magistrato accusandolo di fare uso politico della giustizia), senza che vi siano sanzioni, significa legalizzare la calunnia e distruggere ogni dialogo civile.
    Invece del bavaglio legislativo alla “rete” ci vuole una legge che protegga il “popolo sovrano” dalle manipolazioni e dalle bugie, con una magistratura vigile che tolga la parola a chi diffonde notizie false e calunniose, tese a ingannare per avere vantaggi politici ed elettorali.
    Senza questo presidio di legalità, vincerà le elezioni solo chi le spara più grosse (menzogne si intende) e chi possiede più mezzi mediatici per veicolarle.

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