I 54 sì alla pena di morte

PenamorttI 104 voti a favore della moratoria contro la pena di morte dell’Assemblea dell’ONU sono un risultato importante e un altro passo verso la completa abolizione degli omicidi legalizzati. Come era prevedibile, non tutti i paesi aderenti all’Assemblea hanno votato a favore del provvedimento.

Afghanistan
Antigua e Barbuda
Arabia Saudita
Bahamas
Bahrain
Bangladesh
Barbados
Belize
Botswana
Brunei Darussalam
Chad
Cina
Comore
Corea del Nord
Dominica
Egitto
Etiopia
Giamaica
Giappone
Giordania
Grenada
Guyana
India
Indonesia
Iran
Iraq
Isole Salomone
Kuwait
Libia
Maldive
Malesia
Mauritania
Mongolia
Myanmar
Nigeria
Oman
Pakistan
Papua – Nuova Guinea
Qatar
Saint Kitts and Nevis
Saint Lucia
Saint Vincent e Grenadine
Singapore
Siria
Somalia
Stati Uniti
Sudan
Suriname
Thailandia
Tonga
Trinidad e Tobago
Uganda
Yemen
Zimbabwe

 

7 Comments

  1. Anonimo

    sono daccordo su tutto quanto scritto da te.
    Un’ottima giornata quella di ieri, ma penso che il difficile arrivi adesso, far rispettare la moratoria.
    Ciao

  2. Quando parli di ‘sorpresa’ immagino ti voglia riferire all’isola di S.Lucia, perchè per quanto riguarda gli States la vera sorpresa sarebbe stata il voto a favore… Del resto cosa ci si poteva aspettare da uno pochi Paesi al mondo a non aver aderito neanche alla messa al bando delle mine antiuomo…

  3. Pare che tutti i paradisi tropicali siano favorevoli alla pena di morte. Ci sará un nesso?
    Probabilmente sono piú influenzabili ed influenzati dagli investitori USA che da Her Majesty.

  4. Annotiamo anche che i paesi di tradizione islamica sono favorevoli?
    Aggiungiamo che ci sono anche tutti, o quasi, quelli buddisti.
    E troviamo anche l’India, che notoriamente è induista.
    Infine i 29 astenuti, ovvero quelli che non ritengono necessaria una moratoria, sono in gran parte i paesi africani che non hanno votato contro.
    Le isolette coloniali che hanno votato contro sono di culto anglicano e gli USA presbiteriani, evangelici e battisti, mentre in Bielorussia la Chiesa ortodossa si difende bene.
    Nessuno è sfiorato da ipotesi diverse da quelle che “girano” in un paese noto per i suoi media e per la sua conoscenza dell’inglese?

  5. I 29 astenuti son quelli che non ritengono necessaria una moratoria, mica contrari alla pena di morte.
    Così i conti fanno 104 contro la pena di morte 83 tra indifferenti e favorevoli.
    Mica tanto.
    Ma c’è dell’altro.
    I paesi di tradizione islamica sono pressochè tutti favorevoli.
    Incivili e retrogradi? Non direi.
    Non sono favorevoli alla moratoria anche tutti, o quasi, i paesi a tradizione buddista.
    E troviamo tra i “cattivi” anche l’India, che notoriamente è induista, come troviamo gran parte i paesi africani.
    Le isolette coloniali che hanno votato contro sono di culto anglicano e gli USA presbiteriani, evangelici e battisti, in Bielorussia gli Ortodossi si difendono ancora.
    Per inciso il Commonwealth, quello di Her Majesty, ha con larghissima maggioranza votato contro.
    Qualcuno è sfiorato da ipotesi diverse o alternative da quelle ufficiali?
    Del genere eurocentrismo?
    O altro?
    http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=11079&size=A
    Ciao.

  6. Bisogna però guardare tutto il contesto della votazione e constatare le seguenti cose:
    1. Non compare nessuno stato europeo (unico caso finora di europa unita!!) che era peraltro la baluarda della moratoria
    2. Non si può parlare di una vera e propria moratoria in quanto è solo “un invito esplicito” a togliere la pena di morte nel proprio stato (ove i relativi governanti sono i soli a poterlo applicare)
    3. L’importanza storica della votazione risiede nel messaggio che, come si diceva nel post, gli Stati non si costituiscano come carnefici
    4. L’importanza del documento dipenderà da come verrà usato nel prossimo futuro dai singoli stati
    5. In particolare gli USA (che ha appena iniziato a revisionare la cosa.. leggi New Jersey) sicuramente cambierà inevitabilmente la propria opinione e con esso tutti i paesi appartenenti al Commonwealth (solo di nome.. ma nei fatti satelliti dell’America)

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