Elezioni USA faraoniche

I finanziamenti per le campagne elettorali negli Stati Uniti sono quasi sempre trasparenti. Una Commissione Federale verifica trimestralmente i bilanci dei candidati, dando informazioni sul loro budget di spesa e sulle liquidità di cui ancora dispongono. La Commissione fornisce anche informazioni sui donatori che hanno dato cifre superiori ai 200 dollari, così da assicurare una discreta trasparenza nelle operazioni di finanziamento.

Secondo molti detrattori, la Commissione Elettorale Federale non ha però strumenti così efficaci per tenere sotto contro le campagne, ma i dati forniti della Commissione, e aggiornati al 30 settembre 2007, sono comunque interessanti per farsi un’idea.

Obama Barack Obama ha raccolto nei primi nove mesi del 2007 80.256.427 dollari. Per la sua campagna elettorale è già riuscito a spenderne 44.169.236 per spostamenti, convention, conferenze, bandierine, magliette, aerei privati, party e compagnia. Obama ha ancora a disposizione una trentina di milioni di dollari, cui vanno aggiunti i finanziamenti non ancora dichiarati dell’ultimo trimestre del 2007.

HillaryHillary Clinton è riuscita a far molto meglio del suo avversario. In nove mesi la prima donna candidata per le presidenziali ha raccolto 90.935.788 dollari, una decina di milioni in più rispetto a Obama. Favorita dai sondaggi prima dello scivolone in Iowa, Hillary ne ha già spesi 40.472.775, quattro in meno rispetto al diretto avversario. Secondo numerosi analisti, nell’ultimo trimestre del 2007 Hillary avrebbe aumentato la spesa per recuperare l’ascesa di Obama.

Romney Sul fronte repubblicano le cifre sono molto più basse. Guida la classifica il conservatore Mitt Romney con 62.829.069 dollari, quasi trenta milioni in meno rispetto a Hillary. In nove mesi il candidato ce l’ha messa tutta per ottenere consensi e visibilità e il suo portafoglio lo dimostra: 53.612.552 dollari già spesi. Alla fine di settembre, Romney poteva contare su poco più di nove milioni di dollari, ma pare che nell’ultimo trimestre il candidato repubblicano sia riuscito nell’impresa di accumulare nuova liquidità.

Rudy Più parsimonioso Rudy Giuliani, che per la sua campagna elettorale ha optato per una strategia attendista. Nel corso dei primi nove mesi del 2007, l’ex sindaco di New York City ha racimolato 47.253.521 dollari, per spenderne “solamente” 30.603.695.
Ultima curiosità, il candidato Repubblicano uscito vittorioso dalle primarie in New Hampshire, John McCain, ha raccolto un terzo del denaro che è riuscita a mettere insieme Hillary Clinton: appena 32 milioni di dollari, che gli hanno comunque consentito di imporsi nella recente tornata elettorale.

7 Comments

  1. Non vorrei fare del populismo, ma se penso a quante cose si potrebbero fare con tutti questi soldi, un pochino mi irrito…
    Poco poco, s’intende…
    Ciao, magico!
    Mister X di Comicomix

  2. Ma queste non dovevano essere le elezioni di internet? Per raggiungere tutto il mondo con il web bastano cifre irrisorie rispetto a quelle dell’articolo…
    Se poi penso che milioni di bambini poveri americani non avranno l’assistenza sanitaria quando la cifra complessiva buttata in questa campagna potrebbe salvarne tanti…
    Sì, a frequentare i populisti (vedi MisterX) si diventa populista.. e ne sono orgogliosa!!!
    Un abbraccio, Lisa

  3. Pierbacco

    Bravo Anecòico! E’ un argomento che non molti conoscono e hai fatto bene a fornire un’analisi così articolata e precisa.
    Pierbacco

  4. Non so, non vorrei dire una grossa boiata… ma mi sembra che anche da questi dati si percepisca una certa qual incertezza da parte dei repubblicani… io ho sempre più l’impressione che siano convinti di non ritornare a governare. Non hanno un vero candidato di punta, non sono più credibili etc.
    Staremo a vedere.
    @ comicomix:
    Magari fosse populismo. E’ matematica! 😉

  5. E’ molto puntuale e corretta la tua osservazione circa il fatto che il finanziamento è uno dei tallone d’achille della democrazi.
    Per gli USA sono però discretamente confidente che se venissero fuori scorrettezze o violazioni, se non perseguite penalmente, almeno sarebbro censurate dalla stampa e dai media che in quel paese sono discretamente liberi.
    luigi

  6. Tanti soldi = tanti interessi.
    Nessuno, si sa, fa niente per niente.
    Trasparenza o no.
    Mi associo alla nota populista dei precedenti commenti.
    Ciao.

  7. Molto interessante. Pensavo che i repubblicani, che di solito difendono lobby molto più danarose, raggranellassero più danaro dei democratici. Evidentemente dopo troppi anni di Bush stanno puntando tutti sui cavalli vincenti.

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