Selva non si ricandida

SelvagustIl senatore Gustavo Selva è stato condannato a sei mesi di reclusione e alla pena pecuniaria di 200 Euro per il reato di truffa ai danni dello Stato aggravata dall’abuso di potere e dall’interruzione di pubblico servizio. Come certo ricorderete, aveva utilizzato un’ambulanza per raggiungere gli studi televisivi de La7, fingendo di avere un malore. Un episodio che aveva fatto scalpore, tanto da spingere Selva a rassegnare le dimissioni, per poi ripensarci e ritirarle.

Nei giorni scorsi, attraverso il suo blog, Selva aveva chiesto agli elettori per quale motivo si sarebbe dovuto ripresentare alle elezioni nelle liste del PDL. Un sondaggio molto particolare.
In seguito alla sentenza emessa oggi, il senatore scrive sul suo sito:

La sentenza del Gup di Roma Giulia De Marco, che mi condanna in primo grado a sei mesi di reclusione, mi impone un unico e preciso dovere politico e di coscienza come cittadino e come parlamentare: la rinuncia alla candidatura al Senato della Repubblica nel Collegio del Veneto. […]
Lo stesso giorno dell’11 giugno scorso in cui si è scatenata una campagna “moralistica” promossa dalle dichiarazioni dal Presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo, dal Ministro della Salute Livia Turco, dal senatore Calderoli e dall’on. Alemanno, io ho presentato le dimissioni per la cui discussione, dopo vari rinvii a causa di abbinamenti con altre richieste diversamente motivate, ho dovuto attendere ben 40 giorni. […]
Mi rammarico soltanto che un tempo della politica elettorale, sia coinciso con quello di primo grado di giudizio del Tribunale di Roma.

Sull’ultima affermazione del Senatore verrebbe da dire: molto meglio prima che dopo. Salvo nuovi, possibili, ripensamenti, Selva parteciperà da esterno, senza una carica parlamentare.

One Comment

  1. “Mi rammarico soltanto che un tempo della politica elettorale, sia coinciso con quello di primo grado di giudizio del Tribunale di Roma.”
    Aridaglie con la storia della giustizia ad orologeria,che barba…

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