La scala infinita

Nel marzo di 48 anni fa, l’incisore olandese Maurits Cornelis Escher produsse una delle sua più celebri litografie: “Salita e Discesa”.

Appassionato di paradossi e di geometrie impossibili, Escher immaginò un edificio sormontato da una scala costituita da infinite salite e discese. In una ambientazione ai limiti con la metafisica, due file di uomini, ritratti in posa quasi ieratica, percorrono la scala: gli uni salendo, gli altri scendendo.

A distanza di quasi mezzo secolo, prendendo spunto dalla celebre litografia di Escher, Goo-Shun Wang ha immaginato un corto cinematografico sul tema. Protagonista della storia, realizzata in computer grafica, è un ubriaco che, per uno strano gioco del destino, rimane prigioniero in una delle scale di Escher. In una lotta divertente, ma a tratti angosciante, con l’assurdo geometrico, l’uomo cerca di liberarsi e scampare alla trappola. Eppure, qualsiasi fuga appare drammaticamente vana.
Per quale motivo? Scopritelo voi stessi.

6 Comments

  1. Pierbacco

    Un po’ di moto non può che fargli bene. Tuttavia queste scale che salgono, scendono e si rincorrono, riprendono idealmente i temi del tempo e della vita di cui hai parlato ieri.
    Pierbacco

  2. due figure nel disegno si rifiutano di prendere parte all’inutile rituale quotidiano di salire le scale e quando sono un po’ stanchi mutare direzione e scendere. prima o poi si adegueranno anche loro.

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