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Eroi, mafia e relativismo

Eròe:
chi dà prova di straordinario coraggio e generosità; chi si sacrifica per un ideale. [DeMauro]

Vittorio Mangano
Condannato per lesioni personali, truffa, ricettazione, assegni a vuoto, porto abusivo. Il nome di Mangano viene citato per la prima volta dal Procuratore della Repubblica Paolo Borsellino in una intervista rilasciata il 19 maggio 1992 riguardante i rapporti tra mafia, affari e politica, due mesi prima di essere ucciso nell’attentato di via d’Amelio.
Borsellino affermò nell’intervista che Mangano era “uno di quei personaggi che ecco erano i ponti, le teste di ponte dell’organizzazione mafiosa nel Nord Italia”. Il 19 luglio 2000 Mangano fu condannato all’ergastolo per il duplice omicidio di Giuseppe Pecoraro e Giovambattista Romano, quest’ultimo vittima della “lupara bianca” nel gennaio del 1995. Di questo secondo omicidio Mangano sarebbe stato l’esecutore materiale.

«Mangano è stato un eroe, perché eroicamente non inventò mai nulla su di me» [Silvio Berlusconi]

Giovanni Falcone
è stato un magistrato italiano, tra i padri della lotta alla mafia, ed è considerato un eroe italiano.
Il 23 maggio di 16 anni fa, nei pressi dello svincolo per Capaci, Falcone viene ucciso in un devastante attentato dinamitardo con la moglie e tre uomini della scorta. Gli esecutori della strage avevano riempito con 500 Kg di tritolo un tunnel scavato al di sotto della corsia dell’autostrada. L’esplosione colse in pieno l’auto su cui viaggiava Falcone.