Immingratitudine

Etichettare come un criminale un migrante non è praticabile e potrebbe essere pericolosa, come racconta un interessante articolo di Joshua Holland pubblicato da Alternet.

Nel suo articolo molto documentato, Holland racconta dei provvedimenti presi in Arizona per punire severamente l’immigrazione clandestina, con leggi tese a disincentivare il lavoro nero dei clandestini e a complicare la loro permanenza. Le conseguenze sono, però, state dannose.
Gli amministratori dello Stato americano hanno imparato quanto i clandestini incidessero in buona parte dell’economia. Un clandestino non è, infatti, semplice manodopera, ma con il suo nucleo famigliare partecipa alla vita economica, facendo acquisti e usando risorse. Intimoriti dall’inasprimento delle pene, molti irregolari sono andati via dall’Arizona, facendo mancare una buona fetta degli introiti economici di intere comunità. Insieme agli irregolari, anche numerosi cittadini regolari hanno preferito trasferirsi in aree con politiche più “morbide” che assicurano una relativa tranquillità anche a chi è in regola.

CaliforniaSecondo Holland, l’inasprimento delle leggi sulla clandestinità potrebbe costare miliardi di dollari all’Arizona, che ora sta pensando a una specie sanatoria per incentivare l’arrivo di nuovi immigrati, ovvero di nuova manodopera e di nuovi consumatori. Lo stesso fenomeno si è verificato in altri stati americani, come nel New Jersey, che ha rapidamente abolito le leggi che aveva istituito per punire la clandestinità. Idem in Oklahoma, dove leggi eccessivamente restrittive hanno indotto migliaia di regolari e non a fuggire, lasciando quei posti in cui la paga e bassissima e il rischio molto alto – come i pozzi petroliferi – senza sufficienti operai.

L’unico approccio che sembra funzionare da ormai 20 anni, negli Stati Uniti contro la clandestinità, pare essere quello della California. Al posto di politiche esclusive, lo Stato del sole ha adottato politiche culturali ed economiche, tese a incentivare il più possibile l’emersione della clandestinità. Salari minimi e condizioni di vita rispettabili sono state le basi per disincentivare la criminalità derivata dall’immigrazione clandestina e puntare su un multiculturalismo rigido e fermamente normato.
Infine, la politica californiana ha portato negli ultimi anni a una saturazione del mercato del lavoro locale, spingendo il flusso di immigrati verso altri stati americani, che però tardano ad adottare politiche come quelle della California.

4 commenti

  1. Pierbacco

    Perché è il governo italiano.
    A parte le facili battute, complimenti per il pezzo ben scritto e molto esauriente. Anecòico, tu ci vizi…
    Pierbacco

  2. Ottimo l’articolo che hai citato. Ma anche su la voce.info ci sono articoli di studiosi che presentano soluzioni “tecniche” analoghe”.rimane il guaio di fondo: non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. e questi non vogliono sentire accecati dall’odio e dall’intolleranza.
    luigi

  3. Ciao! secondo me il problema non e’ la clandestinita’ in sè, ma l’incertezza della pena che e’ una prerogativa tutta italiana. La notizia che in Italia si può fare tutto cio’ che si vuole senza conseguenze è risaputa pure in Turchia, dove invece vale il contrario, cioè rischi pene per reati ben minori tipo quelli di opinione, questo porta tutti i malintenzionati del mondo a riversarsi in Italia!

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