La sinfonia di Super Mario

Come avrete intuito dal titolo, questa nuova sezione “MusicGame” sarà dedicata alle colonne sonore che hanno fatto la storia dei videogiochi. Milioni di ragazzini hanno ascoltato per interminabili ore le note prodotte dai primi buzzer degli anni ’80 o dai sistemi surround delle ultime postazioni di intrattenimento.

Probabilmente a molti di voi queste musichette non ricorderanno nulla, fortunatamente non tutti si sono fatti venire premature sindromi artritiche da tunnel carpale pigiando tastini per interi pomeriggi.
Non aver mai giocato a un videogioco non significa non poter cogliere la bellezza di queste colonne sonore. Certo, non si tratterà di Bach, Mozart o Beethoven, ma ricordate che i primi “pionieri” del videogame non avevano a disposizione intere orchestre, ma pocchisimi bit (1 o 0) da mettere in fila per creare musiche divertenti e coinvolgenti.

Per la prima puntata della rubrica MusicGame ecco una colonna sonora “cult”: Super Mario Bros Theme. Il videogioco è del 1985 e il tema principale è stato composto da Koji Kondo, uno dei più grandi compositori di musiche per videogiochi. All’epoca, questo Mozart dell’era elettronica aveva appena 24 anni.
Buon ascolto!

Smb

Super Mario Bros. Theme © Nintendo – All rights reserved
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for illustrative purposes only.

Risposta definitiva

Qualcuno di voi forse ricorderà ancora il concorrente di “Chi vuol essere milionario” della versione francese, fermo sostenitore della teoria geocentrica.
Secondo il linguista Tullio de Mauro, un italiano mediamente istruito possiede un vocabolario fondamentale costituito da circa 2000 lessemi (ovvero il numero di parole che è in grado di riconoscere e utilizzare). Può così capitare che il concorrente “medio” del quiz dispensa-milioni non sappia che cosa sia un semplice trespolo.

400 volte Simpson

400simpson Con la puntata trasmessa domenica negli USA, la serie animata più famosa del mondo, “I Simpson”, ha raggiunto i 400 episodi. Ideati da Matt Groening nel 1987, i “gialli” hanno conquistato milioni di spettatori in tutto il mondo con le loro avventure strampalate e politicamente scorrette.
I Simpson sono la peggiore famiglia d’America e proprio per questo la più normale: certo, non saranno moltissimi i padri che cercano di punire il figlio strangolandolo, come fa regolarmente Homer col pestifero Bart (“Brutto bacarospo…”).

Per la creazione dei Simpson Matt Groening si ispirò alla serie animata “The Flintstones” di Hanna & Barbera, “aggiungendo un 70% di cattiveria in più”. La stessa sigla del cartone animato, l’intera famiglia di Springfield che corre a casa per accendere il televisore, è mutuata dalla storica sigla iniziale degli Antenati, yabbadabbadoo a parte.
In venti anni di storia, due all’interno del Tracey Ullman Show e 18 come serie animata autonoma, la più longeva serie TV degli USA ha fatto crescere una generazione che si ritrova nell’apatia di Homer, nella perfidia di Bart, nella saccente Lisa, nei continui mugugni responsabili di Marge e perfino nell’incessante rumore prodotto dal succhiotto di Maggie, l’eterna neonata. Ai due grandi vecchi della cittadina di Springfield, Abe Simpson e Montgomery Burns, è affidato l’oblio della Storia. Il primo, è il padre di Homer, un arzillo vecchietto perennemente colpito da afasia: nei suoi racconti, necessariamente barbosi e retorici, le epoche storiche si mischiano e si fondono creando storie parallele dove Lindberg ha combattuto a Gettysburg sconfiggendo Hitler. Il “nonno è pizzoso” e quindi merita di vivere in una casa di riposo dove “volergli bene a distanza”.
Il secondo “matusa” di Springfield è Montgomery Burns. Anche le sue memorie sono inutili per la Storia con la “S” maiuscola. Avido e crapulone, come Zio Paperone, Burns pensa unicamente al profitto affossando la Storia in minuscoli e futili episodi che l’hanno visto protagonista. Come per il Citizen Kane di Orson Welles, Burns è destinato a consumare la propria esistenza in un’enorme casa mausoleo isolata dalla “feccia” di Springfield.

Potrei probabilmente andare avanti all’infinito, nel corso dei 400 episodi il ruolo e l’esistenza di decine e decine di personaggi è stata scavata e minuziosamente approfondita, rendendo gli sconclusionati personaggi di Springfield degli amici, mediali e in due dimensioni, ma pur sempre amici.
Battuto il record di longevità, Matt Groening ha deciso di proseguire la produzione degli episodi almeno fino al 2009, quando la serie animata – nella versione autonoma – raggiungerà l’età record di 20 anni. Intanto, per celebrare la fortuna dei Simpson, dopo anni di esitazioni, il papà dei “gialli” ha deciso di realizzare un film per il cinema, che esordirà nelle sale nel luglio di quest’anno negli USA e in settembre in Italia.

Ultima curiosità, l’arcinoto “D’oh!” pronunciato da Homer è ormai entrato nell’uso comune dello slang inglese, tanto da conquistare uno spazio nel blasonato Oxford English Dictionary. Come direbbe Homer: “Miiiitico…”.

L’accendiamo?

Una domanda e quattro risposte possibili. La fortuna della formula del quiz Chi vuol essere milionario? è la sua estrema semplicità che, condita con una buona dose di suspance, assicura ottimi ascolti in tutto il globo.
Nella versione italiana le domande più temute sono quelle sulla Divina Commedia, sul galateo e sulla grammatica. I concorrenti dell’edizione francese hanno maggiori difficoltà con le materie scientifiche.

Topolino

Mickey2 È il 15 marzo di 79 anni fa, il 1928, ci troviamo a Los Angeles e, nonostante la depressione economica, l’incubo del martedì nero è ancora lontano. Stiamo per assistere a un avvenimento storico che, in un modo o nell’altro, sarà destinato a cambiare molte cose per tutti noi, o almeno per quelli che sanno ancora sognare. Dopo mesi di lavorazione è infatti pronto al suo debutto il primo cartone animato prodotto da Walt Elias Disney: “Crazy Plane”. Protagonista del corto di animazione è Topolino, al suo debutto come attore cinematografico al fianco dell’eterna fidanzata Minnie. I patiti del sorround devono portare pazienza, il film è muto. Il caro vecchio Walt non se l’è sentita di utilizzare la colonna sonora, esiste da meno di un anno e va ancora perfezionata.

Mickey3 Ispirato dall’impresa di Charles Lindbergh, che aveva compiuto la prima traversata in solitaria dell’Oceano Atlantico, anche Topolino vuole provare l’ebbrezza del volo. Così, dopo una serie di tentativi fallimentari, il nostro eroe riesce a creare un piccolo aeroplano biposto, ideale per portare a spasso tra le nuvole Minnie. Mickey4Il volo procede molto bene e, per suggellare l’epico momento, Topolino cerca di baciare a tutti i costi la sua amata che, però, preferisce paracadutarsi dal piccolo apparecchio piuttosto che cedere alle insistenti avance del novello pilota. I mutandoni di Minnie si rivelano un provvidenziale paracadute in grado di assicurare una lenta e sicura discesa. Nel tentativo di recuperare la fidanzata, Topolino commette un’eccessiva imprudenza e a ben poco servono le sue braghette per attutire l’inevitabile caduta. Delusa dal comportamento del fidanzato, Minnie se ne va impettita, lasciando Topolino a terra e frastornato.

Mickey5 Si stanno riaccendendo le luci in sala, ci conviene scappare di corsa e tornarcene ai giorni nostri prima che inizino i fischi. Sfortunatamente per Walt E. Disney, “Plane Crazy” non fu accolto molto bene dal pubblico, anzi, per dirla tutta fu un vero e proprio flop. La mancanza degli effetti sonori e della musica di sottofondo non aveva consentito agli animatori di esprimere al meglio le loro capacità. Eppure, in quel lontano 15 marzo, una piccola grande stella era nata e quelle due simpatiche orecchie, tonde e nere, non le avrebbe dimenticate più nessuno.

Radiomarket

Questa volta l’ottimo tele-imbonitore Paolo Frattini illustra ai suoi "amati" le peculiarità, davvero davvero davvero incredibili, di una radio d’epoca.
Quale modo migliore per inaugurare i vestiti nuovi dell’imperat… pardon, del blog? Se non piace la nuova grafica piace il video.

Valvole, valvole, valvole, valvole

Tellurium

Ecco il tele-imbonimento all’ennesima potenza. Ipnotico, "perpetuale" e poco caro.
Tellurium, tellurium, tellurium

“Ai em mister Rutelli”

Americà facce Tarzan!

Il ministro Rutelli invita i turisti stranieri a visitare l’Italia…

      

Sono in imbarazzo. Internazionale.

Sanremo: ascolta La Fondanela [o La Fundanela]

Mi ero ripromesso di non parlare più di Sanremo, quindi in piena coerenza eccomi a farlo.
Tra i grandi esclusi non ci sono solamente il poeta Sanguineti, premi nobel come la Montalcini e astrofisici di fama internazionale come la signora Hack, ma anche una piccola marziana: Momo.

La surreale cantante conosce da diversi anni un inaspettato successo nei locali underground di Roma. Le canzoni di Momo si distinguono per una disarmante semplicità dei testi, nei quali i più sgamati vedono una grande sensibilità. Ora ha avuto il suo quarto d’ora di notorietà al Dopofestival con il brano “Fondanela”.

Link
+ Sul suo
sito personale potete trovare gli altri brani di Momo, per ammissione della stessa artista, molto più profondi ed evocativi.