Capire il Darfur

Timer_finalSono ormai 400.000 le vittime della guerra nella regione del Darfur in Sudan. Con le loro scorribande, i Janjaweed (“diavoli armati a cavallo”) portano il terrore nei piccoli villaggi sudanesi, obbligando i loro abitanti a fughe forzate verso sterminati campi di sfollati in cui manca tutto: acqua, cibo e medicinali.
Nell’ultimo periodo la razione procapite d’acqua è diminuita di un terzo, portandosi al limite dei naturali livelli di sopravvivenza. Ogni giorno centinaia di donne sono rapite dai Janjaweed e, una volta stuprate, sono ricondotte ai campi così che i mariti le ripudino per l’onta ricevuta.

Le popolazioni del Darfur porteranno per sempre i segni di questa guerra, non solo con cicatrici e mutilazioni, ma anche con il perenne ricordo di un parente, un amico o interi nuclei famigliari uccisi dalla violenza del conflitto.

Tra molte difficoltà e nessuna presunzione, Italian Blogs For Darfur (IB4D) continua, in Italia, la sua campagna per vincere la costante disinformazione sulla crisi sudanese. Grazie all’opera di IB4D, il 29 Aprile l’Italia parteciperà per la prima volta al Global Day for Darfur con una manifestazione per le strade di Roma, tesa a sensibilizzare l’opinione pubblica e i governi.

Newsaprile

 

6 commenti

  1. Grazie a questo post mi sono accorto che per errore, a causa di una riorganizzazione del mio blog, non esponevo il bannerino per questa giusta causa da te perorata.
    Grazie, ovviamente non solo per il mio banner.
    Antonio

  2. Come sempre un bel post, complimenti per la tua partecipazione al sito sul Drafur che conoscevo già ed è bello. Ciao Giulia

  3. La situazione africana è molto complessa e quasi sconosciuta,spero che non ti spiaccia se ho fatto copia e incolla con il tuo post per farlo leggere ai miei studenti, infatti aggiunto al post di Stefano Cera “Le sfide della diplomazia internazionale”, voglio proporlo perchè ne facciano un articolo per il giornalino del carcere. Naturalmente ho anche firmato la petizione. ciao.
    Carmela

  4. Cara Carmela,
    non solo non mi dispiace, ma la tua scelta di portare “dentro” il mio post e parte del materiale che ho consigliato mi lusinga.
    Sono certo che i tuoi studenti dimostreranno una sensibilità del tutto particolare, probabilmente lontana da chi tende a dare sempre tutto per scontato.

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