Raccontare il Darfur

Sono decine le associazioni volontarie che, nel completo silenzio dei media, si occupano dell’emergenza umanitaria che da oltre tre anni si sta verificando nei territori del Darfur.
Alcune associazioni si battono per mantenere l’attenzione su un posto in Africa troppo spesso ignorato e dimenticato, altre ancora scelgono la difficilissima e rischiosa via della cooperazione sul territorio, offrendo assistenza e sostegno a 2 milioni di sfollati che ormai affollano i campi profughi.

Refugees International porta soccorso e raccoglie testimonianze dai molti campi profughi che costellano il confine con il Ciad. Alcuni membri di questa associazione hanno creato un breve documentario per testimoniare le storie che puoi “sentire sotto ogni albero del Darfur”, raccontate dalle tante vittime del genocidio.

14 Comments

  1. Bravo… è un vero scandalo come certi genocidi siano completamente ignorati dai mass-media… e sì che là ne avrebbero bisogno di aiuto!! Da troppo tempo sono stati evitati.. ora anche a noi blogger fare la nostra parte e diffondere il messaggio di aiuto di questi poveri innocenti…

  2. @ caramella
    Se ti va, per ora, puoi linkare questo post sul tuo bel blog. Appena riesco ti mando una mail con le istruzioni per inserire un video nei post! 😉

  3. Caro Anecòico,
    basterebbe inviare qualche Marines, anche solo in vacanza, nel Darfur, così i pacifisti e coloro che parlano di solidarietà ad intermittenza tornerebbero in azione con girotondi, bandierine ed iniziative di vario genere. I media ne parlerebbero, ci sarebbero i vari talk show con esperti e “contro-esperti”. Poi alcuni politici non confonderebbero il Darfur con il Carrefour.
    Invece se non c’entra la Nato e l’America si può crepare in qualsiasi parte del mondo nel massimo disinteresse.
    Ciao
    Antonio

  4. Arturo Francesco

    Perche ringraziamo l’autore di questo breve filmato?…. Lo ringraziamo ma la nostra vita non cambierà di certo per qualche immagine in più sulla tragedia dell’Africa. Continueremo a mangiare la nostra cena, faremo finta di indignarci, ma in realtà non cambierà una virgola delle nostre “preziose” esistenze. La farsa andrà avanti: l’Europa si batte le mani da sola per la moratoria sulla pena di morte che, in realtà, non avrà se non pochi effetti reali e concreti. E il destino delle donne, dei bambini, degli uomini, perduti del Darfur come lo definirebberoi politici che, stretti nei loro gessati si complimentavano a vicenda nei Telegionali? Non è quella una lunga aognia firmata dai nostri civili governi?

  5. Contribuisco alla diffusione per quel poco che é in mio “potere” linkando il tuo blog.
    Blog che da sempre spunti di riflessione, ma ultimamente sto un po’ economizzando commenti per mancanza di tempo. Ciao.

  6. Purtroppo è vero che ormai la TV ci ha fatto abituare anche alle cose più vergognose…continuiamo ad inghiottire pasta e veleno senza sapere se sentirci soddisfatti oppure disgustati…davanti a tante tragedie facciamo atto di contrizione ma alla fine non si sa cosa fare, io ho firmato nel sito per il Darfur, ne ho parlato anche, ma cosa ho fatto?…riesco soltanto a sentirmi sconsolata!
    ciao
    Carmela

  7. Arturo Francesco

    In uno splendido libro “Viaggio al termine della notte” scritto L.F. Celine, uno dei più contestati e contraddittori autori del novecento,ad un certo punto parla di quello che lui chiama “‘amore di riserva”. Scrive così:(…)Ce n’ha di pietà la gente, per gli invalidi e i ciechi, e si può dire che ha dell’amore di riserva…ce n’è moltissimo. Non si può dire il contrario.Solo è una disgrazia che resti così carogna con tanto amore di riserva, la gente. Non viene fuori, ecco tutto. E’ preso dentro, resta dentro, gli serve a niente. Ci crepano dentro, d’amore.”
    Ne abbiamo molto di amore , di indignazione per quello che accadein Italia, da sempre, e nel mondo. Nel tempo del villaggio globale non ascoltare e non vedere è una scelta disgustosa. Occorre partecipare, uscire e farsi sentire. Spezzare l’indifferenza dentro se stessi può esserre già un passo in avanti, può essere l’ inizio di un viaggio da compiere insieme a chi stà cercando di “spendere” un poco di quell’amore di riserva .

  8. Io penso che qualcosa della nostra vita dovrebbe cambiare prendendo coscienza dei problemi, qualcosa che possiamo fare anche solo nel nostro piccolo, altrimenti perchè raccontare? perchè denunciare? Ciao Giulia

  9. Daniele Mastrogiacomo e stato eletto nel consiglio dell’Ordine dei giornalisti . La tutela della moralità della categoria viene affidata ad un martire sull’altare dell’informazione libera ed oggettiva .
    Non intendo misurare il tasso di faccia tosta dell’amico Daniele anzi faccio appello alla sua esperienza umana e professionale affinché si faccia promotore verso i grandi giornali ed i Telegiornali ,con tutti i comitati di redazione ( in maggioranza composti da suoi sodali ) ,per incominciare a raccontare la realtà ,senza veline .Chiedo il suo intervento perchè i fatti accaduti lo riguardano molto da vicino.Vediamo di cosa si tratta …
    Si è parlato dell’esercito di Al Quaeda composto di 300 bambini kamikaze,addestrati in Afghanistan e pronti a compiere attentati in tutto il mondo.Lo avete sentito anche voi…
    Quello che non viene detto,viene occultato,viene nascosto come un elefante in un bidet, è che l’addestratore militare e il Maestro religioso ed ideologico dei tagliagole in erba è un tale Dadullah Mansoor.questo tagliatore di teste è il plenipotenziario di Osama bin Laden ( o di chi ne fa le v(F)eci) in Afghanistan.Il nome dice poco ,d’altro canto per noi pecore Occidentali ,i tagliagole sembrano tutti uguali ,anche nei nomi,meglio così ,quando ci scanneranno non dovremo ricordarne più il casato.
    :- Adesso ve lo dico io chi è il Dadullah Mansoor…
    è uno dei cinqueTalebani( Studenti in Tagliogole applicato) carcerati a Kabul e liberati per dare la vita a Mastrogiacomo e contemporaneamente la morte ad Adjmal,il povero autista interprete sgozzato solo per non perdere la pratica .
    :-Caro Daniele non avallare questo fragoroso,imbarazzante silenzio generale anzi profitta per rendere pubbliche le suppliche che quotidianamente il fratello di Adjamal scrive alla redazione di Repubblica.
    Dove sono finite le anime belle ,che guarda caso ,scrivono tutte su Repubblica .
    Caro Daniele guadagnati la tua libertà perché essa è costata dei prezzi altissimi.Paga il tuo riscatto facendoci sapere la verità ,una sola volta ti prego !
    http://pratico.splinder.com
    Prat

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