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Prima delle regole, il gioco

Raissa Magazine ha intervistato Valerio Onida, presidente emerito della Corte Costituzionale, sulla controversa questione della ineleggibilità di Vasco Errani (PD) e di Roberto Formigoni (PDL) in lizza rispettivamente per il loro terzo e quarto mandato alla presidenza delle regioni Emilia-Romagna e Lombardia. Dall’analisi di Onida, molto chiara e distante dal burocratichese, emergono almeno due valutazioni che si riallacciano a quanto già scritto sul regno senza fine di Formigoni.

Uno. Il legislatore nel nostro Paese si dimostra spesso inadeguato e incapace di mettere nero su bianco leggi chiare, lineari e facilmente applicabili. La legge 165 del 2004 ha fissato alcuni principi, come la non immediata rieleggibilità di un presidente di regione allo scadere del suo secondo mandato consecutivo, ma evidentemente non ha fissato sufficienti paletti e sanzioni per vigilare sull’applicazione di tale norma. Parte della responsabilità è delle stesse due regioni, che non hanno emanato una nuova legge elettorale per accogliere quanto stabilito dalla legge nazionale. E proprio intorno a questo buco legislativo orbiterà probabilmente la possibile controversia nel caso di una nuova rielezione di Formigoni ed Errani.

Due. Si gioca, ma le regole non sono così importanti. Nonostante le falle nell’attuale ordinamento, che consentono ai candidati di rigirare la frittata a loro piacimento, il principio stabilito dalla legge è chiaro: tizio può essere eletto presidente per due sole volte consecutive, poi deve stare fermo almeno un turno. Questa regola del gioco evidentemente non piace nei due casi specifici né al PDL né al PD, che fanno così finta di niente cercando di non dare alcun margine a chi solleva il problema. Il gioco è quello degli scacchi, ma si usano le regole della dama.

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