Caio Gregorio, er fusto der pretorio

Nel 1960 a Carosello si aggiunse Caio Gregorio, il guardiano “der pretorio”. Il cartone animato pubblicizzava i tessuti sintetici della Rhodiatoce ed era stato inventato dai fratelli Gavioli che, con la loro casa di produzione Gamma Film, avevano già ideato numerosi personaggi di Carosello.

Gino Cervi e Sorbolik

Tra i primi personaggi negli sketch di Carosello c’era anche Gino Cervi, attore bolognese conosciuto per i film neorealisti e dagli anni Cinquanta per la fortunata serie nata dal film Don Camillo, basata sui romanzi di Giovannino Guareschi.

Nato nel 1901, Gino Cervi iniziò a Carosello nel 1958  con una serie di scenette per pubblicizzare il Vecchia Romagna Etichetta Nera “il brandy che crea un’atmosfera”. Circa dieci anni dopo a Cervi fu affiancato un cartone, ideato dai creativi della Gamma Film: un piccolo supereroe dal forte accento emiliano che si chiama Sorbolik, una mutazione del modo di dire dialettale bolognese “sorbole” utilizzato per indicare stupore e sorpresa.

Totò a Carosello

Nel 1967, pochi mesi prima di morire, Totò registra uno spot per Caroselloper conto della Star, fondata nel 1948 dal brianzolo Danilo Fossati. La scena si svolge in un seminterrato, dove Totò ha una bottega da calzolaio. Il malcapitato cliente, interpretato da Gino Ravazzini (attore già comparso in numerosi film con Totò), cerca di farsi risuolare una scarpa dallo stralunato ciabattino, che pare proprio non combinarne una giusta. L’audio è di scarsa qualità: Totò era ormai praticamente cieco e quindi incapace di doppiare la propria voce, era quindi necessario registrare l’audio in presa diretta.

Tognazzi e Vianello a Carosello

Negli anni Settanta la Stock commissionò una serie di spot a Ugo Tognazzi, Raimondo Vianello e con la partecipazione di Sandra Mondaini. Gli spot riprendevano lo spirito delle loro prime trasmissioni televisive, proponendo brevi scenette umoristiche e con giochi di parole. Tognazzi era il sempliciotto, mentre Vianello quello aristocratico e un poco snob dell’uomo raffinato e colto. Gli spot per la Stock ottennero un buon successo negli ultimi anni di Carosello.
Nell’episodio qui sotto Tognazzi è un povero gregario di una corsa ciclistica intervistato dal serissimo giornalista Vianello.

Contro il logorio della vita moderna

Nato nel 1909, Ernesto Calindri fu uno dei personaggi più famosi e apprezzati di Carosello. Per quasi venti anni entrò ogni sera nelle case degli italiani proponendo con garbo e pacatezza i prodotti che pubblicizzava.
La carriera di Calindri a Carosello inizia nel 1957 con la pubblicità China Martini per la China Martina, una serie di sketch che diedero molta notorietà all’attore. Una decina di anni dopo, Calindri sostituì Ferruccio De Ceresa in un’altra pubblicità “contro il logorio della vita moderna”.

Finita l’esperienza da gentiluomo del Risorgimento, Ernesto Calindri interpreta la fortunata serie di spot “I perché di Ernesto Calindri”, per la Pezziol e il suo Cynar, affiancato tra gli altri da Vittorio Congia e Antonella Della Porta. Negli sketch ideati da Giorgio Lotta per la regia di Renato Sinistri, un’immaginaria famiglia Calindri è alle prese con i piccoli e semplici problemi della vita quotidiana.

Terminata la scenetta, una voce fuori campo raccomanda un buon bicchiere di Cynar per lasciare alle spalle lo stress della vita di tutti i giorni. L’aperitivo diventa così l’ideale elisir per sfuggire all’ormai proverbiale “logorio della vita moderna”. Ogni sketch termina poi con la celebre scena di Calindri comodamente seduto a un tavolino immerso nel traffico di una grande città. Recentemente, partendo da quest’ultima scena, quelli di Elio e le Storie Tese hanno reinterpretato la pubblicità.
L’episodio qui sotto è del 1968, Calindri fa i conti con le impertinenti domande del figlio.

Il digestivo da tram

Nel 1963 un’azienda farmaceutica italiana affida ad Armando Testa, e alla sua agenzia pubblicitaria, la produzione di una serie di spot da mandare in onda durante Carosello. Per pubblicizzare il digestivo prodotto dalla Antonetto, viene scelto Nicola Arigliano.

Cantante jazz, Arigliano aveva inciso i suoi primi dischi nella seconda metà degli anni Cinquanta.

Nascono gli spot de “Lo Scommettitore”, una serie di sketch realizzati per lo più in esterna a Torino e nei suoi dintorni. Arigliano interpreta il tipico personaggio sbruffone e fanfarone, sicuro di sé e pronto a scommettere in continuazione con gli amici sulle sue capacità. In ogni episodio lo scommettitore mette in palio una cena, cui gli amici rispondo in coro: “Io ci sto, anch’io, io pure”. Pattuito premio e materia della scommessa, Arigliano prova a battere gli amici e a vincere l’ambita cena. La fortuna non lo aiuta mai, e in ogni episodio si ritrova a pagare una cenetta agli amici, che per essere completamente digerita necessita – naturalmente – di un digestivo Antonetto.

Terminata la sua avventura, Arigliano abbandona gli amici e monta di corsa su un tram, ricordando che la pasticca del digestivo Antonetto è “così comoda che potete prenderla anche in tram!”.

L’episodio qui sotto è del 1969, per vincere la scommessa Arigliano si finge parcheggiatore per un giorno.